Felici senza Ferrari (R. Koike) (29/12/2015)

koike, felicità, denaro, dolore, dubbio, buddha, povertà, religioneIl sottotitolo del libro è “vivere con poco”: non deve però trarre in inganno, quello che propone l’autore non è una vita da asceti, ma bensì un approfondimento per gestire al meglio il denaro. Nella consapevolezza che il denaro è utile, Koike analizza quello che è il rapporto che abbiamo oggi con il denaro e arrivando alla conclusione che siamo tutti, in proporzioni diverse, schiavi di questo formula alcune teorie e suggerimenti per renderci felici nell’utilizzo del denaro stesso. La prima regola è senz’altro quella di saper individuare i bisogni rispetto alle voglie: spendere più soldi per mangiare sano è giusto, non lo è spenderne per acquistare un cellulare alla moda. Naturalmente la sua dottrina si basa sul fatto che solo il dolore è il motore del nostro agire, mentre la felicità non esiste ed è soltanto mancanza o cancellazione del dolore: di questo si può o no essere d’accordo. Interessanti sono le considerazioni sul disfarsi delle cose inutili che ci circondano e sul fatto che avere dubbi aumenta l’infelicità. Dice ancora l’autore che le maggiori religioni, Cristo e Maometto, si basano su esperienze di povertà per cui basta poco, anche dal punto di vista materiale protendere alla felicità, mentre il Buddihismo, considerato che Buddha era un principe e quindi poteva ottenere tutto, spinge il credente ad una felicità che va oltre il bene materiale. Certamente gli insegnamenti di Koike non sono il credo per essere felici, ma visto mai che queste indicazioni possano aiutarci ad essere più felici nel 2016? 

 

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