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08/01/2009

Yes, www (yes, we would want – si, noi vorremo)

tesseraPD.jpgStamani il titolo dell’Unità era completamente dedicato alla dichiarazione di Veltroni su come il Partito Democratico intende dal 2009 proporsi sul panorama politico e come lo stesso opererà all’interno delle Istituzioni.
Naturalmente ho subito aperto la pagina interna per leggere questa dichiarazione: Cari/e amici e compagni, innanzitutto intendo chiedere....


...scusa su come la nostra coalizione, prima, non sia riuscita a concretizzare i cambiamenti promessi quando stava governando e il PD, dopo, abbia perso di vista le pregevoli pregiudiziali con cui era nato. Confido nella vostra tolleranza e capacità di comprendere le difficoltà che si incontrano in entrambi i casi e nella consapevolezza che le intenzioni nel lavoro profuso erano comunque quelle di fare il massimo.
Da oggi il PD intende realizzare, proporre e combattere sulle questioni e gli intenti che ci hanno visti uniti nella nascita del Partito. Non saranno più i Travaglio e i Di Pietro, col quale naturalmente collaboreremo, a dover mettere in evidenza le incongruenze esistenti nella vita del nostro Paese ed a farsene “paladini” per volerle cambiare, ma sarà il Partito Democratico, a cui di diritto e dovere spetta questo compito, raccoglierle e renderle note, analizzarle e proporre, negli ambiti istituzionali, quanto necessario per risolverle. Da oggi il nostro “Governo ombra” esce alla luce del sole e si prodigherà per mettere a punto quelle proposte di legge necessarie a far rinascere l’Italia.
Saremo probabilmente dei Don Chisciotte, perché in Parlamento non abbiamo la maggioranza per farle approvare, ma questo servirà ad aprire il dibattito, a smuovere l’opinione pubblica e a farle comprendere cosa veramente noi vogliamo e, ci auguriamo, a mettere l’attuale Governo in condizione di doverle affrontare e non tacitarle come sta facendo adesso. I problemi che affliggono l’Italia sono di carattere sociale, economico, culturale e ricadono su tutti i cittadini: per risolverli occorrono leggi e programmi che investano tutti e non siano solo di tutela per uno o pochi, come accade invece in questo momento. Non è vero che gli Italiani sono affetti da antipolitica, il problema vero è che i politici e i partiti non fanno più politica, quella vera, quella che per definizione è “scienza e arte di governare gli uomini e la società” e non, come accade ormai troppo spesso, “occuparsi di far collimare interessi privati al pubblico”.
Il primo segnale di questo cambiamento deve necessariamente partire proprio da coloro che ne sono artefici, dai Partiti e dal Parlamento. Da subito provvederemo allo scioglimento del DS e della Margherita, cosicché i soldi che lo Stato deve a questi fino al 2011 come rimborso elettorale della precedente legislatura siano impiegati per interventi sociali. Lo scioglimento ci permetterà anche di non fare figure meschine in Europa, evitandoci di sottoscrivere più manifesti di coalizione, ma di scegliere quella a cui nei fatti e nelle convinzioni siamo più legati. Proporremo dei disegni di legge atti a: rendere impossibile l’elezione di condannati alle cariche Parlamentari e dell’Amministrazione locale e alle nomine all’interno della Pubblica Amministrazione; modificare il “lodo Alfano” e cancellare ogni immunità parlamentare; premettere l’elezione di candidati scelti liberamente dal popolo. Metteremo a punto e presenteremo una riforma della Giustizia, in cui non sia principale il problema delle intercettazioni telefoniche, utili al lavoro della magistratura, ma che possa invece permettere ai giudici, magistrati, investigatori, di lavorare senza che divengano loro i colpevoli per far si che in tempi brevi si giunga ai verdetti e che la pena inflitta sia certamente scontata dal condannato. Per far questo è necessario che ci sia libertà di informazione, non siano secretati gli atti, si ponga fine alle corporazioni familiari o d’amicizia, che il più delle volte, essendo il figlio della seconda moglie del socio in affari del padre della moglie del condannato impiegato presso la Procura X, permette l’insabbiamento dell’indagine. Da questa questione parte, e non si esaurisce il conflitto d’interesse. La libertà di stampa e informazione, e quindi delle informazioni all’opinione pubblica, non potrà mai essere reale se la maggior parte di coloro che governano possono influenzarla perché titolari, parenti o comproprietari di testate giornalistiche o dei mass media in genere.
Finalmente, e sottolineo finalmente, abbiamo deciso di proporre una legge sul conflitto d’interesse. Una legge vera, che impedisca a coloro che detengono un potere economico, industriale, editoriale o siano legati a società che operano per conto dell’Amministrazione Pubblica, di ricoprire cariche o incarichi all’interno della stessa Amministrazione Pubblica. Una legge che non sia un palliativo, fumo negli occhi, come quelle finora discusse o varate che sono pro-trust, invece che anti-trust. Vogliamo che i cittadini si sentano liberi e tutelati, in uno Stato in cui democrazia non significa “poter dire ciò che si vuole tanto nessuno ci prende in considerazione”, ma la voce di tutti sia ascoltata e diventi tesoro per chi Governa. I politici del PD non devono parlare ma ascoltare, non devono parlare ma informare.
Il nostro lavoro sarà duro perché è necessario proporre soluzioni alla stabilità occupazionale e abitativa dei cittadini, al finanziamento della ricerca, al diritto allo studio, alla salvaguardia delle piccole e medie imprese, al potenziamento dell’industria e dei servizi, magari anche ricorrendo a capitali stranieri. Siamo convinti che sia più produttivo l’apporto serio, sia finanziario che morale estero (dove arrivano a fare harakiri se sbagliano), piuttosto che quello d’interesse o d’intrallazzo di “bandiera”. Bisogna mettere in condizione di poter lavorare, con i mezzi necessari, coloro che devono vigilare sulla tutela del lavoro, acciò che le migliaia di vittime annuali sul lavoro scendano a diventare veramente incidente e non siano più quotidianità.
Non vogliamo più sentire un Parlamentare che affermi in un’intervista televisiva ciò che ha detto l’ex Senatrice Franca Rame: “…mi sono dimessa perché al Senato di tutto si parlava fuorché di problemi veramente seri…”. Il nostro “governo al sole” lavorerà perché sia diverso e proporremo pertanto altri disegni di legge che riguardano la……

A questo punto la sveglia ha suonato cancellando il mio sogno. Peccato: avrei voluto che continuasse, così da correre a sottoscrivere la tessera del PD e dare un seguito concreto all’impegno profuso per la sua nascita. Però mi devo alzare e cominciare un’altra giornata, antipoliticamente uguale a quella di ieri.

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