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03/05/2017

La spia (P. Coelho)

mata hari, coelho, spia, guerra, francia, germania, olanda, macleod, clunet, giustiziataNell’immaginario collettivo Mata Hari è considerata la spia per antonomasia. In questo romanzo invece l’autore ci presenta una figura diversa. Margaretha, il suo nome di nascita, non è la donna spregiudicata, seduttrice, amante dell’avventura e degli intrighi che c’immaginiamo, ma una madre che conscia del destino che l’aspetta, prende carta e penna e scrive alla figlia la verità sulla sua vita. Il romanzo si può definire epistolare, raccoglie, infatti, le lettere scritte dalla donna in cui racconta la propria vita e quelle del suo avvocato, che probabilmente lei non avrà il tempo di leggere. Da queste la figura della spia finisce in secondo piano, sebbene sarà giustiziata per questa presunta attività, di fatto la donna non l’ha mai esercitata, né i suoi accusatori trovano prove per condannarla. La sentenza è però scontata, perché Mata Hari, sebbene celebre, famosa e invidiata, è una donna pericolosa, soprattutto per chi le è amico: la società dell’epoca non è ancora pronta ad accogliere il suo stile di vita. Tra le righe del romanzo leggiamo che la sua unica colpa è di essere una donna libera, ma questa libertà, che oltre a renderla famosa provoca invidia e gelosia, si contrappone alla sua ricerca della felicità. Arriverà così a compiere scelte di sacrificio e ad alto rischio a scapito di una tranquillità che potrebbe ottenere senza alcuno sforzo, lasciando spazio a coloro che cercano di usarla. La usa forza, o disgrazia, è quella di farsi carico delle responsabilità derivanti dalle scelte fatte e di affrontare con orgoglio ogni accadimento, cercando sempre di essere prima donna anche davanti al plotone di esecuzione.   

21/12/2016

Solino blu (M. Landini)

solino, sommergibile, landini, argentario, sfollati, marina, guerra, mondiale, secondaL’autore racconta le vicende di una famiglia di Porto S. Stefano nel periodo della seconda guerra mondiale. Alla storia del figlio militare al servizio della Regia Marina, si accompagna quella della famiglia che vive sfollata nelle campagne dell’Argentario. Sullo sfondo la vita della comunità martoriata dagli incessanti bombardamenti degli alleati. Gli stati d’animo seguono le vicende belliche rispecchiando senz’altro quelli dei concittadini, che vedono il loro paese completamente raso al suolo, e di milioni di altri Italiani. Eccessivo l’aspetto religioso con cui s’interpretano i comportamenti dei protagonisti, ma non è una sorpresa considerando che l’autore è un sacerdote.

14/09/2016

Tutta la luce che non vediamo (A. Doerr)

guerra, mondiale, francia, germania, marie laure, werner, saint malo, radio, mare fiamma, diamanteDisprezzo, passione, affetto, voglia vivere, paura, speranza che si fondono o scontrano tra di loro mentre la guerra porta distruzione, e singoli episodi sembrano diventare il motore del progetto disegnato dalla fatalità. In questo contesto lo scrittore racconta le vite di Marie-Laurie e Werner nei dieci anni precedenti e coincidenti con la seconda guerra mondiale. Lei, una ragazza francese che a causa di una malattia diventa cieca; lui, un ragazzo orfano tedesco con la passione per la radio. Le loro vite si dipanano in ambiti e luoghi diversi, fino al giorno in cui per poche ore avranno l’opportunità di incontrarsi. Non condivideranno nulla delle loro vite, ma queste saranno legate da un filo invisibile che le farà intrecciare fino ai giorni d’oggi. Doerr, vincitore del Premio Pulitzer, con telegrafiche descrizioni entra negli occhi e nella mente dei personaggi, facendo rivivere senza eccessi le emozioni, positive o negative, che scaturiscono dai loro sentimenti e dalle vicende di cui sono partecipi.

30/09/2015

Un libero Santostefanese (A. Busonero)

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Un gioco di parole basato sul nome del protagonista e la sua cittadinanza, dà il titolo all’opera di Busonero. L’autore nel libro racconta la vita del nonno paterno e da questa ricava lo spunto per analizzare e approfondire le vicende di quello che è stato il periodo più cupo dell’Italia unita: la seconda guerra mondiale. Il protagonista ha vissuto in prima persona gli eventi bellici, lui come soldato, la famiglia e la terra natia, con tutti i suoi concittadini, vittime degli incessanti bombardamenti alleati. Ne nasce un quadro interessante, dove le vicende personali superano se stesse e diventano la storia comune di molte persone che hanno vissuto quell’epoca. Grazie anche alla sua professione, Busonero è riuscito a raccogliere informazioni dettagliate che riguardano gli aspetti militari, soffermandosi nella descrizione delle attività intraprese dalle forze alleate per sconfiggere i tedeschi sull’Argentario, superando altresì i dati statistici e cercando di comprendere gli stati d’animo di chi ne era protagonista. Dal dicembre ’43 al giugno ’44 il Promontorio divenne teatro quasi quotidianamente d’incursioni e bombardamenti aerei, al punto di apparire nelle cronache Americane e di “guadagnarsi l’onore” di essere il secondo paese più distrutto d’Italia. Appare strano come oggi nella memoria degli abitanti questo ricordo sia ancora vivo e allo stesso tempo dimenticato: è presente in tutti perché molte famiglie hanno subito la perdita di un congiunto e tutte hanno visto le loro abitazioni in macerie; è superato, alla stregua dello scenario desolante che con ardore e volontà la popolazione ha saputo mettersi alle spalle ricostruendo in tempi brevissimi l’intero paese. Molte le testimonianze reali presenti nel libro, considerato il tempo trascorso da allora, che sebbene può farci sembrare quegli eventi ormai molto lontani, nella realtà è ancora un ricordo personale per molti nostri contemporanei. Un esercizio interessante da parte dell’autore è quello di inserire all’interno del racconto i pensieri e le sensazioni che provavano i protagonisti e gli scenari e panorami che si presentavano ai loro occhi, certamente inventati, ma che creano delle parentesi romanzate e che sicuramente non si discostano da quelli reali avvertiti e vissuti.

Continua...

11/07/2014

Venuto al mondo (M.Mazzantini)

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Un romanzo scritto con il classico metodo della scrittrice: passato e presente che s’intrecciano e formano due racconti che si accavallano. E’ la storia di due giovani italiani che legano la loro vita alla parabola della città di Sarajevo. La guerra moderna, come quella patita dalla città alla fine degli anni ’80, sebbene può lasciare meno corpi morti sul terreno, genera però molte più vittime, perché i sopravvissuti non potranno mai cancellare dal corpo e dall’animo l’esperienza vissuta. E’ una storia di segreti, di legami interiori che non esplodono, ma che forti, di rabbia o d’amore, non cessano e si rinnovano. Nel racconto, di pari passo alla guerra nelle strade, Gemma vive la propria battaglia contro la natura che le impedisce di essere donna e procreare. La scrittrice ci fotografa la vita contemporanea, una globalizzazione che ci rende tutti vicini e partecipi, ma che molto spesso ci nasconde le diversità dei luoghi e delle persone che abbiamo accanto.         

19/01/2014

Porto S.Stefano paese martire (C.Milano)

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95 bombardamenti aerei, 165 vittime civili, 96% del patrimonio edilizio in macerie, fecero di P.S.Stefano il secondo comune in Italia più distrutto dalle incursioni aree anglo- americane, dopo Cassino, nella II guerra mondiale.  L’autore, sulla base di questo non accattivante record, racconta le vicissitudini del paese e della sua popolazione, intervallando pagine di cronaca ai racconti personali di chi è stato testimone di quegli eventi. Dalla narrazione emerge lo spirito di umanità e coesione, nato tra la popolazione, che impedì di arrendersi agli eventi, alimentando il coraggio per riportare a nuova vita il centro abitato. Una lettura interessante per i cittadini del luogo, per mantenere vivi i ricordi materiali e morali della collettività, e per gli altri, per conoscere eventi il più delle volte non noti.