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24/09/2016

Otello (W. Shakespeare)

otello, shakespeare, iago, gelosia, desdemona, cipro, venezia, moro, inganno, fazzolettoE’ la tragedia di Shakespeare nota come la rappresentazione della gelosia. Se però proviamo ad esaminarla da una prospettiva diversa notiamo che potrebbe invece rappresentare la tragedia dell’inganno. E’ infatti Iago, sotto molti aspetti, il principale protagonista della commedia, così come le sue menzogne sono il fulcro di tutta l’azione. Come caratteristica dell’autore gli eventi si svolgono su due scenari: Venezia e Cipro. Il primo che rappresenta il mondo reale, il secondo quello dell’immaginazione, dove si svolge una guerra senza combattere e dove il tempo viene stravolto. La competizione tra forti sentimenti non vedrà però alcun vincitore e tutti i principali protagonisti ne subiranno le conseguenze.

14/09/2016

Tutta la luce che non vediamo (A. Doerr)

guerra, mondiale, francia, germania, marie laure, werner, saint malo, radio, mare fiamma, diamanteDisprezzo, passione, affetto, voglia vivere, paura, speranza che si fondono o scontrano tra di loro mentre la guerra porta distruzione, e singoli episodi sembrano diventare il motore del progetto disegnato dalla fatalità. In questo contesto lo scrittore racconta le vite di Marie-Laurie e Werner nei dieci anni precedenti e coincidenti con la seconda guerra mondiale. Lei, una ragazza francese che a causa di una malattia diventa cieca; lui, un ragazzo orfano tedesco con la passione per la radio. Le loro vite si dipanano in ambiti e luoghi diversi, fino al giorno in cui per poche ore avranno l’opportunità di incontrarsi. Non condivideranno nulla delle loro vite, ma queste saranno legate da un filo invisibile che le farà intrecciare fino ai giorni d’oggi. Doerr, vincitore del Premio Pulitzer, con telegrafiche descrizioni entra negli occhi e nella mente dei personaggi, facendo rivivere senza eccessi le emozioni, positive o negative, che scaturiscono dai loro sentimenti e dalle vicende di cui sono partecipi.

22/08/2016

Possa il mio sangue servire (A. Cazzullo)

cazzullo, partigiani, resistenza, antifascismo, nazismo, occupazione, risorgimento, 8 settembre, guerra mondiale, alleati“Possa il mio sangue servire per ricostruire l’unità italiana e per riportare la nostra terra a essere onorata e stimata nel mondo intero. … per il bene e per l’avvenire della nostra Patria e della nostra Bandiera, per le quali muoio felice.” “A rileggere, nell’Italia di oggi, alcuni passi delle ultime lettere di Franco Balbis, c’è da sentirsi un verme. C’è da vergognarsi al pensiero di come abbiamo ridotto la terra che quest’uomo, oggi del tutto dimenticato, voleva riportare a essere onorata e stimata nel mondo intero: una frase che dovrebbe essere letta a voce alta dai candidati a una carica pubblica, dagli eletti in Parlamento, dai condannati per corruzione.” La prima frase è stata scritta da Franco Balbis in una delle ultime lettere prima di essere fucilato dai fascisti, ma è simile a quella di migliaia di altri Italiani a cui è toccata ed hanno scelto la stessa sorte; la seconda è il commento di Cazzullo alla stessa lettera. Basterebbe questo a spiegare il libro del giornalista, ma qualche considerazione è necessaria. Intanto c‘è da precisare che l’autore cerca di chiarire alcuni luoghi comuni che la revisione storica degli ultimi tempi, o magari solo quella morale, sta travisando sul periodo della resistenza italiana. Il primo punto riguarda l’appellativo di partigiano, che per anni è stato considerato sinonimo di combattente di sinistra, ma che in realtà significa “colui che parteggia per un’idea”, “colui che si oppone all’oppressore” e che quindi deve essere conferito a tutti coloro che hanno preso parte alla resistenza. Sin dall’inizio fu un moto spontaneo di tutto il popolo, composto quindi da cattolici, socialisti, militari, operai, contadini, religiosi, monarchici, gente comune, comunisti, che in parte prese le armi per affrontare l’invasore straniero e nazionale ed in parte cominciò anche solo a dire “no”, a chi voleva costringerlo ad un’obbedienza dittatoriale. Tutti però avevano un unico ideale, “parteggiavano per un’idea”: erano antifascisti e volevano libera la nazione italiana, che amavano, nonostante tutto. Il secondo punto riguarda la condanna che viene fatta oggi degli atti che, seppur crudeli e deplorevoli, hanno compiuto i partigiani-resistenti nei confronti dei tedeschi e fascisti. Se pensiamo a cosa proviamo oggi nei confronti dei terroristi che uccidono la gente comune o all’idea di voler applicare la castrazione chimica a chi ha perpetrato violenze sessuali, cerchiamo, con coscienza, prima di emettere sentenze inappellabili e non accettare motivazioni più che giustificabili, di metterci nei panni di coloro che hanno assistito personalmente allo scempio dei civili italiani durante quel periodo e vissuto sulla propria pelle torture, stragi, sevizie e sentenze capitali. Il terzo punto prende in esame la posizione della repubblica di Salò, i cui militanti sono quasi considerati vittime dei partigiani e delle circostanze, la ricostruzioni dei fatti porta invece ad un’unica conclusione: stavano dalla parte sbagliata e sono stati sconfitti, così come i nazisti, perché avevano torto di fronte all’umanità intera.
Dai racconti e dalle lettere presenti nell’opera se ne deduce un quadro drammatico di cosa è successo in Italia nel periodo bellico e successivo all’8 settembre. Se oggi, dopo 70 anni, siamo a ricordare e commemorare stragi come quelle di S. Anna di Stazzema, Marzabotto e Fosse Ardeatine, dobbiamo tener presente che tutto il territorio nazionale è stato oggetto di strage: nelle frazioni, nelle città, ma anche lungo le strade e ovunque si sono compiuti gli atti più atroci, gratuitamente e contro persone inermi. A queste si contrappongono da parte della maggioranza dei cittadini azioni eroiche, magari anche banali e nel quotidiano. Anche a livello militare, sebbene la storia non lo registri perché nella logica della guerra ci eravamo arresi, molti reparti e unità militari italiane combatterono accanto alle forze alleate, ottenendo vittorie e decorazioni rimaste sconosciute e molte città e paesi si erano già liberati con le proprie forze prima dell’arrivo degli alleati.
Questa pagina di storia nazionale e popolare deve essere sempre tenuta aperta e ricordata, così come avviene per il risorgimento, perché la resistenza è stato un secondo risorgimento del popolo italiano: che combatteva contro un invasore straniero; contro un governo che lo opprimeva; che ha avuto i suoi martiri; che ha mostrato il proprio valore; che dopo cento anni, ancora davanti al plotone di esecuzione, aveva la forza e l’orgoglio di gridare un’ultima e unica frase: “Viva l’Italia”.

02/08/2016

Il mercante di Venezia (W. Shakespeare)

mercante, venezia, shakespeare, bemont, portia, antonio, shylock, bassanio, nerissa, libbraDue luoghi in cui la vicenda si svolge: Venezia, quello reale e Belmont, quello dell’immaginazione. Nel primo, le vicende di Antonio che affronta le vicissitudini di una vita dedita al commercio e che lo portano a rischiare persino la vita. Nel secondo, la regina Portia che vede la propria vita segnata e legata alla fortuna. I due principali attori, e gli altri protagonisti, si muovono dall’uno all’altro mondo mescolando in un gioco burlesco i moti dell’animo e gli eventi materiali. Da una scena all’altra sprofondano o s’innalzano, in un incessante capovolgimento di fronte, che vede ognuno di loro, ora vinto e ora vincitore. Trattandosi di una commedia, benché la rappresentazione spesso si avvicini alla tragedia, non può che esserci un lieto fine. L’amicizia e i buoni sentimenti, anche grazie all’arguzia, avranno il sopravvento sulla vendetta e il rancore, così che l’opera di Shakespeare unendo trame e temi diversi, e giocando anche sulla beffa, si pone come commistione tra la commedia romantica e quella romanzesca.

30/07/2016

Il piccolo principe (A. de Saint-Exupery)

saint-exupery, piccolo, principe, serpente, B612, asteroide, desertoUna favola con cui l’autore ci vuole ammonire su come gli uomini, con il passare degli anni o delle generazioni, perdano e hanno perso il valore della purezza e dell’immaginazione. Il principe bambino riesce a creare mondi infiniti da pianeti poco più grandi di una stanza e ad emozionarsi su episodi e legami che sembrano essere sfuggevoli, ma che in realtà sono quelli che rendono importante la nostra esistenza. I personaggi e i luoghi irreali e solitari che incontra durante il suo viaggio, compresi quelli sulla Terra, sono un catalogo di “peccati” che minano la capacità di conservare la bellezza con cui gli occhi di bambino immaginano l’Universo, e la facilità di cogliere profonde emozioni. Ogni esperienza che viviamo segna la nostra vita e insegna al nostro animo, ma è solo dalla facoltà d’interpretare e dare un valore a queste esperienze che possiamo veramente gioire con un sorriso sul volto e nel cuore e, molto importante, non rimanere soli.

28/07/2016

Noli me tangere (A. Camilleri)

camilleri, noli me tangere, beato angelico, maddalena, laura, maurizi, ghibli, romanzoLaura non c’è, è andata via…” è l’incipit di una nota canzone e questa è anche la vicenda che narra Camilleri nel suo romanzo. L’improvvisa scomparsa di Laura, crea, com’è naturale, preoccupazione al marito e in parte ai suoi amici, conoscenti e amanti. Il racconto non è propriamente un giallo, come afferma lo stesso autore nelle note di postfazione, ma la scoperta, da parte del commissario Maurizi, del carattere e delle contraddizioni nella vita della protagonista. Donna bellissima, intelligente, generosa, pronta a soddisfare ogni suo ed altrui desiderio, ma che alterna momenti di forti emozioni a giornate di vuoto assoluto. Anche se la posizione della donna e del marito porteranno l’accaduto alle cronache internazionali, il commissario procederà con indagini molto riservate, in quanto il movente della scomparsa rimane oscuro, e se, come pare, l’allontanamento è volontario, anche l’intervento della polizia può essere di troppo. Ma queste indagini portano a scavare nelle amicizie, negli amori, nei tradimenti, nelle lettere private e il quadro che ne viene fuori mostra una donna, che per quanto aperta e disponibile, cela un carattere e un animo ambiguo, tanto che ognuna delle persone avvicinate dall’investigatore fornirà una prospettiva diversa della sua interiorità. La svolta della vicenda, avviene quando sarà chiaro che il “Noli me tangere” pronunciato da Cristo verso Maddalena dopo essere risorto, e tutte le raffigurazioni che molti pittori hanno dedicato a questo momento, nasconde l’evoluzione dell’animo di Laura: l’abbandono del corpo e di tutte le esperienze vissute ponendolo al centro delle emozioni, in realtà non soddisfano la voglia di vita della protagonista, che troverà invece il suo assoluto quando spogliatasi di questo mezzo, riuscirà a dare veramente se stessa per qualcosa di più sublime.    

27/07/2016

Adesso (C. Gamberale)

gamberale, adesso, lidia, pietro, innamoramento, romanzoCome sua caratteristica, l’autrice pone nell’impaginazione testi in corsivo, mail, messaggi, frasi o parole a tutta pagina. Ogni momento della vita fa parte di un passato o di un futuro che ci ha condizionato e che vorremmo condizionare, ma soltanto nel presente, o meglio “adesso”, possiamo fare quelle scelte che ci liberano dalle certezze. E’ nel momento dell’innamoramento, quando si sente “sotto le costole, all’altezza della pancia, una pallina che si muove” che diventa più semplice cogliere quest’opportunità, quasi inconsciamente. Lidia e Pietro, che stanno vivendo la separazione dal proprio coniuge, s’incontrano e hanno l’occasione di vivere questo momento: affrontare le loro paure, le ansie, la voglia di vivere con l’aiuto o lo scontro dei loro caratteri. L’innamoramento che sembra nascere spontaneo è invece spesso condizionato dalle nostre esperienze e da ciò che ci portiamo dentro, così che l’eternità che ci pare in quel momento raggiunta, naufraga in un’esistenza che non è mai la nostra se non abbiamo la capacità di fermarci e cambiare rotta. Alla storia dei due si affiancano le vicende di altre coppie, tutte più o meno reali, che continuano a ricercare negli altri le risposte alla propria fuga.

24/07/2016

Sottomissione (M. Houellebecq)

houellebecq, parigi, sorbona, francia, presidente, huysmans, fratelli musulmani, islam, europa, futuroFrancia 2022: in un futuro molto prossimo il protagonista del romanzo di Houellebecq vive la sua conversione all’Islam. La vicenda si svolge nell’ambito universitario, nel momento in cui il partito dei Fratelli musulmani vince le elezioni e sale al governo della nazione francese. L’autore immagina che a non troppi anni da oggi, in molti Stati europei, sia nato e abbia preso rilevanza politica il partito dei Fratelli musulmani, grazie anche agli appoggi economici delle nazioni arabe produttrici di petrolio. L’avvento di questi partiti, che arrivano persino a governare, è dovuto al gran numero di musulmani presenti in Europa, alla loro politica moderata, alla grande disponibilità economica che gli permette di “comprare” la conversione dei cittadini occidentali. François è professore alla Sorbona e studioso di Huysmans, verso il quale nutre un’appassionata riverenza al punto di seguirne il percorso spirituale, o almeno confrontare il proprio con quello dell’autore. Nei giorni in cui il rappresentante dei Fratelli musulmani è eletto Presidente della Francia, François scoprirà, attraverso la conversione all’islam, nuovi stimoli, anche molto pratici, per rigenerare la propria esistenza, ormai indirizzata a un futuro da scialbo professore in pensione. Houellebecq presuppone anche che l’azione politica di questo partito musulmano, preveda l’entrata nell’Unione Europa degli Stati nord-africani e di tutto il bacino mediterraneo, fino ad immagine la creazione di un nuovo impero romano di fede islamica. I tempi prospettati nel romanzo dall’autore francese sono sicuramente inverosimili, ma questo quadro politico che può sembrare visionario, potrebbe nascondere delle verità con le quali le generazioni future si dovranno confrontare.

15/07/2016

Lo Stato dei Presidi nei disegni del cavaliere Ignazio Fabroni (G. Della Monaca-D. Roselli-G. Tosi)

argentario, fabroni, cavalieri, presidi, della monca, roselli, tosi, mappe, disegni, s.stefanoFabroni prestò servizio sulle galee dell’Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, che, nella seconda metà del XVII secolo, navigavano presso le coste della bassa toscana a difesa di quei territori dalle scorrerie piratesche. Vista l’innata capacità di disegnatore, durante la navigazione e le soste a terra, raccolse molti disegni dei luoghi che costeggiava e visitava, nonché particolari usanze e costumi degli stessi. Gli autori hanno raccolto in questo libro quelli più significativi che riguardano l’attuale Costa d’Argento, allora Stato dei Presidi Spagnoli. Da queste vere e proprie fotografie dell’epoca si evincono particolari molto interessanti sulla conformazione urbanistica e lo stile di vita dei luoghi rappresentati.

La “Divina Commedia” Argentariana vol. I (S. Kindermann)

fanciulli, divina, commedia, kindermann, argentariana, stefano, argentario, pietro, paradiso, difettiPietro Fanciulli, autore dietro lo pseudonimo di Kindermann, aveva previsto per quest’opera in canti più volumi, senza però arrivare a compimento del tutto. Come egli stesso spiega nella prefazione, si tratta dell’immaginario viaggio di un cittadino santostefanese alla scoperta dei difetti dei propri concittadini. Il defunto è chiamato da S. Pietro e da S. Stefano, i quali gli illustrano la decadenza dello stile di vita in cui versa il Promontorio che egli abitava e l’incapacità degli abitanti di godere e rendere fruibili le bellezze innate del posto. In questo primo volume assistiamo proprio a questo incontro e alla partenza del santostefanese verso il paese dove ha vissuto. I due Santi sottolineano che gli attuali abitanti “non sanno apprezzare e valorizzare il grande dono che ha loro profuso la natura”, e le doti e le virtù di cui sono portatori sono invece offuscate e sopraffatte dai loro vizi e difetti. Ne viene fuori uno spaccato che sintetizzata in modo inequivocabile e veritiero gli atteggiamenti e la personalità degli abitanti del luogo, che a ben vedere potrebbe, senza smentita alcuna, essere trasferito dai concittadini dell’Argentario a tutti i connazionali d’Italia.

14/07/2016

La santa casta della Chiesa – I peccati del Vaticano – L’oro del Vaticano (C. Rendina)

rendina, oro, vaticano, casta, chiesa, papa, banca, peccato, stato, oroUn unico libro che raccoglie i tre libri dello storiografo Rendina. Se credete in ciò che professa il clero e nell’operato del Vaticano non leggete questo(i) libro(i). Lo scrittore analizza ed elenca la storia e gli uomini della Chiesa di Roma dal punto di vista economico e politico. Nel primo viene proposto un esame di ciò che ha condizionato le scelte dei Papi nell’arco dei secoli; nel secondo, come i vizi capitali sono sempre stati perpetrati dalla Chiesa; nel terzo, si elencano tutte le attività economiche gestite dallo Stato Pontifico e dalla Città del Vaticano. E’ semplice immaginare che dietro le azioni, le prediche, le scelte da parte dei rappresentanti della Chiesa Romana ci siano scopi che esulano da quello che la religione impone, ma leggendo questi testi si arriva all’inimmaginabile. L’autore ci fa superare “il si pensa” e “il si dice” indicando con estrema precisione date, fatti e ragioni. Si scopre così che mentre i risultati dei conclavi nei secoli addietro venivano pilotati dalle famiglie gentilizie, quelli odierni (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI…) sono gestiti dagli interessi dell’Opus Dei (la società segreta del Vaticano nata e sostenuta dal dittatore Franco). Viene alla luce che la consacrazione di miracoli e santi (Lourdes, Padre Pio…) da parte della Chiesa avviene soltanto nel momento in cui questi assumono un valore economico per la stessa. Che l’invenzione del gioco del lotto e del monte di pietà sono avvenute nello Stato Pontifico, che pur condannandole le ha sempre gestite e sfruttate a proprio vantaggio, così come l’istituzione del simbolo “giallo” da indossare da parte degli ebrei è avvenuta nei ghetti papalini e che anche nei confronti di questo popolo la posizione della Chiesa è sempre stata ambigua: a fronte dei molti episodi di tutela nella seconda guerra mondiale si affianca l’aiuto bellico a favore dei nazisti. Un’ambiguità che ha sempre contraddistinto la posizione dello Stato Pontificio/Vaticano, con il Papa e il Clero che condannano a parole ciò che poi materialmente sostengono. Gli interessi economici della Chiesa si spingono, per esempio, in società che fabbricano armi, immettono sul mercato la pillola anticoncezionale, compiono operazioni finanziare anche nei paradisi fiscali, mentre si predica la pace, si condanna l’aborto e s’inveisce verso l’arricchimento economico. Il vero potere temporale della Chiesa non si è concluso nel 1870, con la breccia di Porta Pia, ma è iniziato nel 1929 con la firma dei Patti Lateranensi, con i quali è nato lo Sato del Vaticano, che da quel momento ha avuto il beneplacito per poter operare fuori da ogni termine di legge dietro la cortina dell’immunità diplomatica. Così gli Istituti finanziari ed economici della Santa Sede hanno potuto operare sfruttando operazioni immobiliari e riciclaggio di denaro proveniente dai più loschi affari: narcotraffico, rapimenti, criminalità organizzata, fallimenti bancari; lucrando persino sulla raccolta spontanea delle offerte. Il patrimonio economico dello Stato del Vaticano, costituito dai beni immobiliari in tutto il mondo, dalle opere d’arte custodite, dalle riserve auree, dalle partecipazioni negli istituti di credito internazionali, dalla proprietà di azionariato in migliaia di società, possono far immaginare che questo minuscolo e, allo stesso tempo, infinito Stato, sia il più ricco e il più corrotto esistente.

11/07/2016

Mare greco (V. M. Manfredi)

manfredi, ulisse, enea, diomede, greci, esploratori, colonie, roma, adriatico, troiaUlisse, Enea, Diomede sono i tre personaggi che l’autore analizza, con la collaborazione di Lorenzo Braccesi, in questo libro. Generalmente noti quali protagonisti di racconti epici, sono qui riproposti nella veste dei mitici navigatori che percorrendo il mediterraneo hanno dato origine alla colonizzazione greca delle terre di occidente. Il mito è quell’idea cui i popoli si rivolgono per arricchire il loro passato e i Greci utilizzarono quelli di questi personaggi per raccontare e tramandare i viaggi che i navigatori dell’epoca facevano per fondare le loro colonie. Gli stessi poemi, di cui non è certa l’origine, furono adattati alle esigenze con il passare del tempo: probabilmente le rotte percorse da Ulisse nell’Odissea originariamente riguardavano siti asiatici o comunque del mediterraneo orientale, per adattarsi successivamente, invece, a luoghi dell’occidente, quando i naviganti greci indirizzarono le loro rotte verso il bacino occidentale del mediterraneo. Analizzando storia, letteratura e archeologia si scopre che molti dei personaggi che avevano preso parte alle gesta belliche di Troia, primi tra tutti quelli esaminati nel libro, diventano poi i fondatori di città e genti anche d’Italia (Enea nel Lazio, Diomede nell’Adriatico….), fino a ritrovarli oltre le “colonne d’Ercole” e pesino in miti che li presuppongono in Gran Bretagna attraverso le rotte atlantiche. Non esistono fonti certe dalle quali poter dividere la realtà dalla mitologia e anche l’archeologia non è sempre in grado di confermare o smentire i racconti e i miti tramandati (della stessa Troia di fatto non si ha ancora un riscontro reale). Ancora oggi sono utilizzati i nomi di questi eroi quando ci si avventura in viaggi esplorativi: Ulisse è anche il nome di un modulo spaziale che percorre lo spazio e chissà che ai nostri pronipoti elevati all’ennesima potenza, non giunga la storia che Nausica abitava su Venere o Polifemo su Giove! Qualsiasi interpretazione rimane quindi in un limbo fantastico, che ancor di più ammanta di mitologia questi personaggi e le loro storie.

02/06/2016

Il Forte Pozzarello e il sistema difensivo del Monte Argentario dopo l’Unità d’Italia (G. Della Monaca – A. Giordano – D. Metrano)

della monaca, giordano, metrano, pozzarello, monte argentario, forte, regno, italia, capitale, difesaCon questo libro si torna al periodo della nascita dell’Italia unita e a come, già da subito, i governanti del neo regno si preoccupavano di non ricadere sotto il giogo straniero. Era palese che Francia, Spagna, Austria ed altri potessero tentare la riconquista dei nostri territori e s’impose quindi sin dall’inizio la necessità di difendere i confini. Necessità che divenne più sentita quando la capitale fu portata a Roma. In questo contesto Monte Argentario ha sempre avuto un ruolo strategico di prim’ordine: è situato al centro del Tirreno, ha una conformazione che crea dei porti naturali ben riparati, può difendersi dalla “terra ferma” e allo stesso tempo essere ponte per “offenderla”. I politici e militari di allora convennero che essendo Roma al centro della penisola i pericoli maggiori per difenderla venivano dal mare e proprio le coste dell’Argentario furono individuate come quelle più adatte a un eventuale sbarco nemico. Le nuove tecniche e i nuovi armamenti di guerra avevano reso inadatte le precedenti fortificazioni e così la necessità di costruire nuovi forti adatti allo scopo. E’ per questo che viene pianificata e realizzata la costruzione del Forte Monte Argentario, detto del Pozzarello. Il libro ripercorre la storia di questo manufatto fino ai nostri giorni, con approfondimenti e dettagli anche sull’aspetto architettonico e il contesto sociale in cui fu realizzato.

26/05/2016

Passeggeri notturni (G. Carofiglio)

passeggeri, notturni, carofiglio, einaudi, draghi, biglietto, mario, profezie, scortaTrenta brevi racconti, inventati o aneddoti di occasioni reali, sentite o vissuto dall’autore. Fotografie allegre, ironiche, tristi e drammatiche che celano ognuna un’occasione per il pensiero a riflettere. Carofiglio, con un linguaggio semplice e discorsivo, ci fa sentire amichevolmente protagonisti della narrazione e allo stesso tempo ci espone alcuni suoi punti di vista su argomenti che potrebbero, se presi alla leggera, sembrare banali. Un libro di poche pagine (ogni racconto ne conta tre) che si legge velocemente e piacevolmente.

24/05/2016

Viaggio nella Cappella Sistina (A. Angela)

michelangelo, angela, sisto, sistina, cappella, giudizio, universale, roma, vaticano, adamoQuesto è uno dei luoghi al mondo, forse il maggiore, in cui l’arte dell’immagine ha il suo massimo splendore. Visitarla, piuttosto che leggerne la descrizione su di un libro, è tutt’altra cosa, ma la competenza e le capacità di Angela ci conducono a scoprire dettagli su cui possiamo fissare l’attenzione avendo l’immagine a pochi centimetri dagli occhi. Il libro è un’ottima guida che varrebbe la pena rileggere prima e dopo la visita alla Cappella, e contiene anche, oltre a curiosità spicciole, riferimenti storici e biografici che ci permettono di avere un quadro più completo rispetto alla semplice descrizione artistica. La domanda che sorge spontanea è “… ma Michelangelo, Sisto IV, Giulio II e gli altri che hanno voluto e realizzato la Cappella come la conosciamo oggi, potevano immaginare che dopo 500 anni, la loro opera potesse avere l’inestimabile valore artistico che oggi li reputiamo?”. Voglio però prendere spunto dal libro per fare un’altra considerazione, avvalendomi dell’incipit dell’introduzione al libro stesso a firma di Antonio Paolucci, direttore dei musei vaticani: “Ogni giorno almeno ventimila persone, con punte di venticinquemila nei periodi di massima affluenza turistica, entrano in Cappella Sistina.”. Facendo due miseri calcoli questo significa che dalle visite alla Cappella si ricavano settimanalmente circa 1.500.000 di euro! Allora ribadisco quanto già sostenuto in alte circostante: su tutto il territorio Italiano sono raccolte opere artistiche, monumentali, archeologiche, urbanistiche e comunque culturali in ogni angolo e in quei pochi punti dove sono assenti, la natura e il panorama, sopperiscono egregiamente a questa lacuna. Siamo un museo artistico e paesaggistico a cielo aperto, al punto che ogni straniero dovrebbe pagare un biglietto soltanto perché è entrato in Italia. Eppure mai, dai nostri governi e governanti (a parte la voce di Sgarbi!), si sono mai intraprese iniziative per valorizzare e sfruttare questi beni, che ci fanno essere il Paese con più siti “patrimonio dell’umanità” UNESCO al mondo. Basterebbe rendere fruibili tutti questi beni per 24 ore al giorno perché la nostra Nazione arrivi ad incassare milioni di euro al giorno, risolvendo il problema economico, quello della disoccupazione e tutti potremmo vivere nel benessere grazie anche all’indotto che si verrebbe a creare. Ma questa semplice idea, che io esprimo da infimo cittadino, è senz’altro troppo banale per i geni che governano il nostro Stato. Certo, occorrono investimenti e impegno, ma spendere un milione di euro, per esempio, per riqualificare Pompei (sito unico al mondo!), ne farebbe incassare molti subito dopo. L’apertura notturna a Roma qualche giorno fa di tutti i musei e siti culturali, sebbene a un prezzo simbolico, ha portato a migliaia di visite, perché allora non farlo sempre anche a prezzi “normali”: chi deve decidere afferma che “la cultura non paga”, io invece credo che la “cultura non ha prezzo”, e chiunque sarebbe disposto a pagare un biglietto per poter usufruire a piacimento di tutte queste bellezze, che spesso, hanno per il nostro spirito un valore più salutare di una medicina per il corpo.

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