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24/05/2016

Viaggio nella Cappella Sistina (A. Angela)

michelangelo, angela, sisto, sistina, cappella, giudizio, universale, roma, vaticano, adamoQuesto è uno dei luoghi al mondo, forse il maggiore, in cui l’arte dell’immagine ha il suo massimo splendore. Visitarla, piuttosto che leggerne la descrizione su di un libro, è tutt’altra cosa, ma la competenza e le capacità di Angela ci conducono a scoprire dettagli su cui possiamo fissare l’attenzione avendo l’immagine a pochi centimetri dagli occhi. Il libro è un’ottima guida che varrebbe la pena rileggere prima e dopo la visita alla Cappella, e contiene anche, oltre a curiosità spicciole, riferimenti storici e biografici che ci permettono di avere un quadro più completo rispetto alla semplice descrizione artistica. La domanda che sorge spontanea è “… ma Michelangelo, Sisto IV, Giulio II e gli altri che hanno voluto e realizzato la Cappella come la conosciamo oggi, potevano immaginare che dopo 500 anni, la loro opera potesse avere l’inestimabile valore artistico che oggi li reputiamo?”. Voglio però prendere spunto dal libro per fare un’altra considerazione, avvalendomi dell’incipit dell’introduzione al libro stesso a firma di Antonio Paolucci, direttore dei musei vaticani: “Ogni giorno almeno ventimila persone, con punte di venticinquemila nei periodi di massima affluenza turistica, entrano in Cappella Sistina.”. Facendo due miseri calcoli questo significa che dalle visite alla Cappella si ricavano settimanalmente circa 1.500.000 di euro! Allora ribadisco quanto già sostenuto in alte circostante: su tutto il territorio Italiano sono raccolte opere artistiche, monumentali, archeologiche, urbanistiche e comunque culturali in ogni angolo e in quei pochi punti dove sono assenti, la natura e il panorama, sopperiscono egregiamente a questa lacuna. Siamo un museo artistico e paesaggistico a cielo aperto, al punto che ogni straniero dovrebbe pagare un biglietto soltanto perché è entrato in Italia. Eppure mai, dai nostri governi e governanti (a parte la voce di Sgarbi!), si sono mai intraprese iniziative per valorizzare e sfruttare questi beni, che ci fanno essere il Paese con più siti “patrimonio dell’umanità” UNESCO al mondo. Basterebbe rendere fruibili tutti questi beni per 24 ore al giorno perché la nostra Nazione arrivi ad incassare milioni di euro al giorno, risolvendo il problema economico, quello della disoccupazione e tutti potremmo vivere nel benessere grazie anche all’indotto che si verrebbe a creare. Ma questa semplice idea, che io esprimo da infimo cittadino, è senz’altro troppo banale per i geni che governano il nostro Stato. Certo, occorrono investimenti e impegno, ma spendere un milione di euro, per esempio, per riqualificare Pompei (sito unico al mondo!), ne farebbe incassare molti subito dopo. L’apertura notturna a Roma qualche giorno fa di tutti i musei e siti culturali, sebbene a un prezzo simbolico, ha portato a migliaia di visite, perché allora non farlo sempre anche a prezzi “normali”: chi deve decidere afferma che “la cultura non paga”, io invece credo che la “cultura non ha prezzo”, e chiunque sarebbe disposto a pagare un biglietto per poter usufruire a piacimento di tutte queste bellezze, che spesso, hanno per il nostro spirito un valore più salutare di una medicina per il corpo.

04/12/2014

Viaggio dentro la mente (P.Angela)

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Un interessante viaggio all’interno del cervello, raccontato con semplicità dal fantastico Angela “padre”.  Si parte dalla “storia” del cervello, per passare alla sua conformazione e funzionamento e giungere quindi alle molteplici attività che questo organo riesce a svolgere. Le altre sezioni del libro affrontano gli aspetti legati all’intelligenza, alla creatività, ai sogni, all’importanza del dormire, ai sentimenti, accostando gli aspetti scientifici alle pratiche giornaliere. L’autore esamina altresì i condizionamenti istintivi che condizionano il cervello e nell’ultima parte, quelle che sono le attività e comportamenti che possono danneggiare o rendere più efficiente un organo così complesso. La narrazione ha la forma di un dialogo tra un ipotetico interlocutore che pone le domande e lo scrittore che a queste risponde. Pur trattando un argomento molto complesso, la lettura è accessibile a tutti.  

20/04/2014

Impero (A.Angela)

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Tutti gli Stati hanno un passato, solo noi abbiamo avuto l’Impero Romano. Non voglio peccare di nazionalismo, né di un orgoglio mal interpretato, ma leggendo il libro di Angela, si scopre che il mondo moderno è tale perché è esistito l’Impero Romano. L’autore attraverso il percorso che poteva fare un sesterzio, passando di mano in mano, ci racconta qual era l’organizzazione e come si viveva all’epoca della massima espansione dell’Impero. Non è un viaggio di pura fantasia, tutte le informazioni riportate sono suffragate da reperti storici, archeologici, letterari: il racconto è un compendio di dati fondamentali o curiosi che ci permettono di comprendere quanto poco sia stata “inventato” rispetto ad allora. Seppure è evidente il divario tecnologico, nulla, il mondo globalizzato dell’Impero, aveva da invidiare a quello attuale, anzi: nella gestione del territorio (strade, dighe, ponti, acquedotti…); nell’integrazione (non esisteva razzismo…); nella tolleranza (libertà di professione religiosa…); nell’istruzione (l’analfabetismo era praticamente a zero e i più parlavano due lingue…); nei rapporti sociali (gli atti di violenza quotidiana erano minori, era vietato l’uso delle armi, il pane era distribuito gratuitamente, si assistevano i meno abbienti…); nella gestione delle attività e dell’innovazione (avevano sistemi a livello industriale, utilizzavano macchinari tornati in uso secoli dopo…). Certo avevano qualche “difetto”, o forse erano meno ipocriti (la legge non era uguale per tutti, ma il fatto era ufficiale!), si tratta sempre di 2.000 anni fa, , ma le corrispondenze con il presente sono strabilianti e molte notizie che abbiamo appreso da un’informazione generalista, su quel periodo, sono inesatte o quantomeno fuorvianti. E’ sorprendente scoprire che molti oggetti che usiamo quotidianamente sono nati allora, così come molte nostre usanze, modi di dire e di agire. Per comprendere appieno ciò che voglio significare in queste poche righe, è necessario leggere il libro.