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24/05/2016

Viaggio nella Cappella Sistina (A. Angela)

michelangelo, angela, sisto, sistina, cappella, giudizio, universale, roma, vaticano, adamoQuesto è uno dei luoghi al mondo, forse il maggiore, in cui l’arte dell’immagine ha il suo massimo splendore. Visitarla, piuttosto che leggerne la descrizione su di un libro, è tutt’altra cosa, ma la competenza e le capacità di Angela ci conducono a scoprire dettagli su cui possiamo fissare l’attenzione avendo l’immagine a pochi centimetri dagli occhi. Il libro è un’ottima guida che varrebbe la pena rileggere prima e dopo la visita alla Cappella, e contiene anche, oltre a curiosità spicciole, riferimenti storici e biografici che ci permettono di avere un quadro più completo rispetto alla semplice descrizione artistica. La domanda che sorge spontanea è “… ma Michelangelo, Sisto IV, Giulio II e gli altri che hanno voluto e realizzato la Cappella come la conosciamo oggi, potevano immaginare che dopo 500 anni, la loro opera potesse avere l’inestimabile valore artistico che oggi li reputiamo?”. Voglio però prendere spunto dal libro per fare un’altra considerazione, avvalendomi dell’incipit dell’introduzione al libro stesso a firma di Antonio Paolucci, direttore dei musei vaticani: “Ogni giorno almeno ventimila persone, con punte di venticinquemila nei periodi di massima affluenza turistica, entrano in Cappella Sistina.”. Facendo due miseri calcoli questo significa che dalle visite alla Cappella si ricavano settimanalmente circa 1.500.000 di euro! Allora ribadisco quanto già sostenuto in alte circostante: su tutto il territorio Italiano sono raccolte opere artistiche, monumentali, archeologiche, urbanistiche e comunque culturali in ogni angolo e in quei pochi punti dove sono assenti, la natura e il panorama, sopperiscono egregiamente a questa lacuna. Siamo un museo artistico e paesaggistico a cielo aperto, al punto che ogni straniero dovrebbe pagare un biglietto soltanto perché è entrato in Italia. Eppure mai, dai nostri governi e governanti (a parte la voce di Sgarbi!), si sono mai intraprese iniziative per valorizzare e sfruttare questi beni, che ci fanno essere il Paese con più siti “patrimonio dell’umanità” UNESCO al mondo. Basterebbe rendere fruibili tutti questi beni per 24 ore al giorno perché la nostra Nazione arrivi ad incassare milioni di euro al giorno, risolvendo il problema economico, quello della disoccupazione e tutti potremmo vivere nel benessere grazie anche all’indotto che si verrebbe a creare. Ma questa semplice idea, che io esprimo da infimo cittadino, è senz’altro troppo banale per i geni che governano il nostro Stato. Certo, occorrono investimenti e impegno, ma spendere un milione di euro, per esempio, per riqualificare Pompei (sito unico al mondo!), ne farebbe incassare molti subito dopo. L’apertura notturna a Roma qualche giorno fa di tutti i musei e siti culturali, sebbene a un prezzo simbolico, ha portato a migliaia di visite, perché allora non farlo sempre anche a prezzi “normali”: chi deve decidere afferma che “la cultura non paga”, io invece credo che la “cultura non ha prezzo”, e chiunque sarebbe disposto a pagare un biglietto per poter usufruire a piacimento di tutte queste bellezze, che spesso, hanno per il nostro spirito un valore più salutare di una medicina per il corpo.

18/05/2016

Vento scomposto (S. Agnello Hornby)

vento, scomposto, agnello, hornby, pedofilia, abusi, minori, booth, pitt, patL’argomento trattato dal romanzo è molto delicato: pedofilia e abusi sui minori. Nello studio dell’avvocato Booth s’intrecciano casi di ogni genere riguardanti l’argomento, mostrando un quadro a tutti i livelli sociali e culturali di come persone e famiglie si trovano a dover subire o affrontare queste situazioni. Peccato che i signori Pitt, protagonisti in primis del romanzo, non appartengono a una famiglia tipo-media: possono infatti considerarsi dell’alta borghesia londinese. Questo permette al padre, il giorno stesso in cui è allontanato da casa, di andare ad abitare nella suite del miglior albergo di Londra e di comprarsi subito dopo una villa dove passare il suo “esilio”; oppure di pagare di tasca propria i migliori professionisti, a posto di quelli che dovrebbe mettere a disposizione gratuitamente il servizio sociale. Sta di fatto che lo sconvolgimento che da un giorno all’altro si abbatte sulla famiglia, per l’accusa di abuso sulla piccola Lucy, crea quelle situazioni che portano al quasi annientamento della famiglia stessa e che l’autrice riesce di buon conto a mettere in risalto. La domanda intrinseca nel racconto è naturalmente semplice e difficile allo stesso tempo: dando per scontato che è necessario preoccuparsi di portare alla luce situazioni che presuppongo l’abuso per evitare che i bambini continuino a esserne vittime, c’è però, da chiedersi, se è giusto rischiare di creare un allarmismo esasperato, che alla fine rischia di distruggere materialmente e psicologicamente una famiglia senza che abbia colpe. A mio giudizio, l’autrice scende troppo nei particolari descrittivi dei luoghi e delle situazioni, distraendo o addirittura annoiando il lettore: eliminandoli il romanzo diverrebbe più breve e intenso, così da coinvolgere e appassionare maggiormente chi legge.

25/04/2016

Fanciulli Their Hero (F. Birardi)

fanciulli, marine, band, marcia, america, birardi, stefano, argentario, casa bianca, usaL’autrice, dopo aver scoperto l’esistenza di un illustre concittadino ormai dimenticato sul suolo natio, per curiosità e passione, ha raccolto in questa piccola biografia i fatti salienti e le attività professionali e artistiche del maestro Fanciulli. Nato a Porto S. Stefano (GR) alla metà del 1800 il maestro si trasferì negli U.S.A. e lì ebbe un grande successo arrivando a dirigere la “Marine Band”, la più antica e importante banda musicale americana. Direttore e compositore, allietò con le sue marcie molti concerti a cavallo del XIX e XX secolo. Nel suo paese natale questa celebrità passò quasi inosservata fino a essere dimenticata.

24/04/2016

Non c’è Dio all’infuori di Dio (R. Aslan)

aslan, islam, musulmano, jihad, corano, maometto, sciita, sunnita, arabia, aliInnanzitutto per chi non lo sapesse e per fugare ogni dubbio sull’argomento del libro, il titolo è il principio dell’islam: quello che per i cristiani è “Non avrai altro Dio all’infuori di me”. E’ un testo molto interessante che consiglio di leggere a coloro che vogliono avere un’idea più chiara dell’islam e dei musulmani. Aslan ci racconta la storia di questa religione dalla sua nascita con Maometto (VI secolo d.C.) fino ai nostri giorni (prima dell’avvento dell’ISIS). La lettura del libro ci porta a fugare molti pregiudizi che l’Occidente ha spesso radicato nei confronti dell’islam: primo tra tutti, in questo momento, che i musulmani siano tutti terroristi. Scorrendo la storia ci rendiamo conto che gli stessi sono i primi a condannare l’ideologia della jihad e a subirne le conseguenze. Non è semplice, naturalmente, in una breve recensione affrontare e approfondire tutti gli aspetti, basti però pensare che l’islam persegue la fratellanza di tutti, che rifugge le classi sociali, che ha fatto nascere l’emancipazione della donna nei paesi arabi (il velo imposto è una forzatura), che contempla l’aiuto per precetto delle persone umili e più disagiate, che riconosce tutte le religioni. Anch’essa come l’ebraismo e il cristianesimo si fonda sulla dottrina di Abramo e come tutte le religioni monoteiste ha avuto delle “scissioni”, che, mancando un’unica guida spirituale come può essere il Papa, si sono trasformate in correnti e che per affermarsi l’una sull’altra sono sempre in lotta, anche violenta, tra loro. Molte di queste correnti si sono fatte forti di un’interpretazione diversa delle indicazioni fornite dal Corano, propagandandola come quella da seguire. Così come per la “lotta agli infedeli”: concettualmente è un aspetto interno all’islam, che deve essere esercitata verso coloro che professandosi musulmani, non seguono invece i precetti dell’islamismo; alcuni invece gli hanno voluto dare un carattere più guerrafondaio, declinandola verso tutti coloro che non professano il loro credo. Scopriamo anche dal racconto storico e dell’analisi dell’autore, che molti aspetti che oggi consideriamo negativi di questa professione di fede e del suo manifestarsi nella vita civile e sociale sono stati causati proprio dall’intervento dei popoli occidentali: il colonialismo, l’ingerenza nelle scelte politiche e non ultimo, e molto attuale, lo sfruttamento delle risorse economiche. Basti pensare a questo proposito che l’Arabia Saudita che per molti aspetti riteniamo il paese più avanzato in questo contesto, magari soltanto per le sue capacità economiche, è proprio quello che risente di più di quello che definiamo il fondamentalismo islamico e proprio nello stato Saudita sono nati quei gruppi (mujaheddin: sostenuti da americani e inglesi per contrastare i russi) da cui poi si è sviluppata l’attuale jihad. Negli ultimi due capitoli l’autore cerca di indicare quale può essere la via, affinché anche negli stati islamici si possano attuare dei governi democratici: a suo dire il principale aspetto riguarda la libertà di autodeterminazione che deve essere lasciata ai musulmani, facendo in modo che i paesi occidentali, pur sostenendo e aiutando questo processo, non lo condizionino cercando di imporre il loro concetto di democrazia. Certamente leggendo le analisi di Aslan è doveroso tener presente che queste scaturiscono dal suo punto di vista. Ciò che maggiormente si evidenzia è che se ogni credente e laico, professasse materialmente nella vita quotidiana il proprio credo, rispettandone tutti i precetti senza le ingerenze degli interessi umani, vivremo tutti in un mondo migliore.

 

05/04/2016

Tango a Istanbul (E. Aykol)

aykol, istanbul, kati, fofo, nil, libreria, giallo, tango, stambuliotaUn’altra avventura di Kati, la giovane libraia di Istanbul che per passatempo si dedica all’investigazione. Dopo aver ascoltato le dichiarazioni di una veggente, l’improvvisa malattia dell’amica della sua collaboratrice, la spinge a far luce sulla vicenda, che, per la libraia stambuliota, presenta non pochi interrogativi. L’azione si svolge nella città Turca e coinvolge, come sempre, amici e colleghi di Kati. L’autrice s’impersona nella protagonista e racconta in prima persona il romanzo, rivolgendosi direttamente al lettore. Il racconto è piuttosto “leggero” e sia il libro sia il giallo raccontato non hanno la presunzione di diventare best seller, benché sia piacevole, per chi ha avuto modo di conoscerli, percorrere i luoghi di Istanbul. Una tipica lettura da fare sotto l’ombrellone, con la possibilità di chiudere gli occhi e godere del gradevole tepore estivo.

30/03/2016

Giuda (A. Oz)

israele, giuda, tradimento, gesù, gerusalemme, oz, shemuel, atalia, wald, gurionGerusalemme, 1959: Shemuel è uno studente universitario che abbandona la facoltà per problemi economici e per una delusione d’amore ricerca nella solitudine l’ambiente per trovare risposte a sé stesso e alle sue scelte. Accetta così di lavorare a casa di un signore, dove, in cambio di vitto e alloggio oltre a un piccolo stipendio, dovrà giornalmente per alcune ore tenere compagnia a un disabile, ma soprattutto ascoltarlo e discorrerci. Lo studente vivrà alcuni mesi nell’abitazione, in un ambiente statico, che vive dei propri riti, e nella solitudine della sua mansarda cercherà di comprendere e far luce sui ricordi che i suoi ospiti tengono sopiti. Approfondendo la preparazione di quella che era la sua tesi universitaria, tesa a “sdoganare” la figura di Giuda Iscariota e mostrare un Gesù ebreo, e non cristiano, si troverà altresì a dover valutare se sia giusta o meno la creazione dello Stato di Israele. L’autore vuol porre in primo piano la figura del traditore, proponendo un’alternativa al senso comune con cui si giudica un tradimento, al punto che lo stesso, in alcune occasioni, è solo l’etichetta con cui si identificano coloro che in realtà sono coerenti con le proprie scelte.

20/03/2016

Giacomo Leopardi (raccolta dal Canzoniere e dalle Operette Morali)

leopradi, canzoniere, recanati, operette, morali, passero, silvia, infinito, colleNaturalmente non posso aggiungere nulla a tutto quanto già detto. Soltanto che è sempre piacevole rileggere opere come queste e se, come si dice, la poesia è grande quando non ha tempo, l’opera di Leopardi è sempre attuale: “O patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè quante ferite, che lividor, che sangue! oh qual ti veggio, formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite; chi la ridusse a tale? E questo è peggio, che di catene ha carche ambe le braccia; sì che sparte le chiome e senza velo siede in terra negletta e sconsolata, nascondendo la faccia tra le ginocchia, e piange. Piangi, che ben hai donde, Italia mia, le genti a vincer nata e nella fausta sorte e nella ria. …” (All’Italia – Canzoniere)

17/03/2016

Sei come sei (M.G. Mazzucco)

omosessuali, coppia, adozione, utero, affitto, eva, christian, giose, figlio, yumaAnche se il romanzo è uscito qualche anno fa, l’argomento di cui tratta è attualissimo, soprattutto per gli eventi legislativi degli ultimi mesi. La storia narra di due omosessuali che convivono da vera coppia di fatto e decidono di far nascere un proprio figlio con il cosi detto metodo dell’utero in affitto. Le difficoltà della vita in comune con la bambina, dal punto di vista dei rapporti sociali, non sono nulla al confronto delle problematiche che seguono alla morte di uno di essi. Il padre “numero due”, per la legislazione vigente è un estraneo e non ha alcun diritto nei confronti della bambina, che così è affidata agli zii. La separazione è traumatica e benché zii e nonni (da parte di quello che è considerato il padre naturale deceduto) apparentemente si dimostrino disponibili, non essendolo poi di fatto, portano la piccola a compiere un gesto estremo verso un compagno di classe. I sentimenti che legano Eva, la piccola protagonista, ai due “genitori padri” sono molto forti e prevaricano gli aspetti pratici e sociali che deve affrontare nei confronti di una società e una burocrazia che in sostanza la classificano “diversa”. A prescindere dal racconto, la cui lettura ha suscitato grandi proteste al liceo “Giulio Cesare” di Roma reso famoso da una canzone di Venditti, il libro è uno spunto per poter riflettere su questioni che ad oggi è necessario affrontare e delle quali è impossibile negare l’esistenza e la quotidianità. Il mio giudizio è che ogni coppia di persone che convivono assieme, di qualunque sesso siano, debbono avere la possibilità di legalizzare la propria unione ed acquisire paritetici diritti e doveri, sia in vita che dopo la morte, di una famiglia considerata “canonica”. Per quanto riguarda la possibilità di avere dei figli, non ho remore verso l’adozione di un bambino/a. Diversa è invece la pratica dell’utero in affitto, dove il seme o l’ovulo di un soggetto della coppia è inseminato artificialmente da un terzo soggetto esterno e la gravidanza si compie nell’utero di un quarto soggetto: tale pratica è secondo me al limite della mercificazione della vita umana, sia dal punto di vista affettivo che economico. Nota di “colore locale” nel romanzo: per mettere assieme la somma necessaria a procreare la bambina, uno dei due uomini vende l’appartamento di cui è proprietario all’Isola del Giglio!

12/03/2016

Le più belle storie d’arte – Le più belle storie stellari (W. Disney)

topolino, qisney, arte, stellari, paperino, paperonetopolino, qisney, arte, stellari, paperino, paperoneStorie a fumetti, una parentesi tra le letture “normali”. Magari per un tuffo a ritroso nel tempo, quando da fanciullo i vari formati di “Topolino” accompagnavano la mia vita e la collezione messa da parte, ora staziona dentro a scatoloni in magazzino. Sempre simpatica l’assonanza dei nomi utilizzati per i personaggi di queste storie con quelli della realtà.

02/03/2016

Nella testa di una jihadista (A. Erelle)

jihad, erelle, inchiesta, siria, melodie, bilel, is, isis, terrorismo, islamErelle è una giornalista francese che studiando i comportamenti e le ragioni che spingono molti giovani a recarsi in Siria per partecipare alla jihad, si è trovata in prima persona ad entrare in contatto con il reclutamento via internet dello stato islamico. Non perdendo l’occasione ha subito instaurato un rapporto con il terrorista di contatto al fine di ricavarne un servizio dettagliato e reale per la propria redazione. Contattata tramite un suo profilo fittizio su internet, riuscirà a far credere al terrorista che è disposta a recarsi in Siria come sua moglie e resterà coinvolta dalla situazione fino a giungere quasi al confine Siriano. Nell’inchiesta appare evidente come sia facile per l’IS (o ISIS), attraverso l’uso dei social internet, farsi propaganda e contattare, fino al reclutamento, i giovani europei, siano essi uomini o donne. Evidenti sono la capacità dei terroristi, che peraltro dispongono di mezzi di comunicazioni all’avanguardia, di coinvolgere psicologicamente coloro che contattano e la “normalità” delle persone contattate, che sebbene generalmente stanno cercando un loro equilibrio, non sono necessariamente emarginati, instabili o falliti, ma anche insospettabili vicini dello porta accanto. La giornalista, sotto il falso account di Melodie, prende contatto con Abu Bilel, anche lui francese e braccio destro del califfo dell’IS: dall’atteggiamento e dai comportanti dell’uomo, sebbene celata dai sui discorsi, appare però evidente come la guerra santa professata e messa in atto da questi terroristi non abbia nulla di religioso e sia anzi, molto lontana dai precetti di fratellanza del credo Islamico. Dei contrattempi impediscono però alla giornalista di portare a termine il programma così come concordato con la redazione e l’intento di realizzare un servizio che possa portare alla luce questa attività di propaganda e reclutamento al fine di mettere in guardia e scoraggiare i giovani ad andare in Siria non si realizza nel modo voluto. L’inchiesta però fa scalpore e non passa inosservata, al punto che verso Erelle viene lanciata una fatwa (la condanna a morte che chiunque fedele all’Islam può compiere verso chi la riceve) e lei è costretta a vivere sotto scorta dopo aver cambiato la propria identità. L’inchiesta mette anche in evidenza le differenze che ci sono tra il califfato dell’IS e altri gruppi terroristi similari, quale ad esempio al-quaida.

25/02/2016

L’eretico (C.A. Martigli)

eretico, martigli, gesù, mola, papa, mirandola, ipsissima, issa, yeousha, taE’ il periodo del rinascimento italiano e mentre grandi artisti italiani esprimono il meglio di loro stessi, le varie signorie cercano d’imporre le loro famiglie a duratura reggenza dei vari Stati, compreso quello Pontificio. In questo ambito dalla “seconda Roma”, la città di Istanbul, partono alcuni personaggi diretti alla Roma del papa Alessandro VI, dove con l’aiuto di alcuni italiani a loro legati per l’amicizia comune con Pico delle Mirandola, dovrebbero consegnare e divulgare il libro che contiene la vera storia e parola di Gesù di Nazareth. La presenza di Savonarola a Firenze, la ricerca dei Medici di riconquistare la loro gloria, gli intrighi dei Borgia nel cercare di trasformare il Vaticano in un loro regno familiare, diventano impedimenti tali che non permetteranno la nascita di un’unica religione universale. Questo molto in sintesi il romanzo di Martigli. La questione che però lo porta ad essere confrontato, anche dallo stesso autore, con il più noto “Il codice Da Vinci”, è la presenza nel testo del racconto della vita di Cristo, soprattutto quella dai 12 ai 30 anni, sconosciuta e mai rappresentata anche nei vangeli, canonici e non. L’autore, prendendo spunto da informazioni più o meno mitologiche, attraverso i racconti di una delle protagoniste, ci illustra l’”Ipsissima Verba” scritta o comunque narrata per propria voce da Gesù. E’ la storia di un uomo, non di un figlio di Dio, che predica amore, eguaglianza e libertà, e vive la sua vita con lo scopo di divulgare questa “novella” di fratellanza in modo che la dottrina ne sia al servizio e non viceversa. E’ un uomo che ha la sua famiglia, che vive i drammi di ognuno, che non compie miracoli, ma si avvale delle conoscenze della meditazione e dell’illusione per attirare a sé le genti. Non c’è nulla di scientifico in questa figura, ma se dai vangeli togliamo la “fede”, questo racconto potrebbe più degli altri avvicinarsi a quella che è stata la vera storia dell’uomo più conosciuto e sconosciuto di sempre. Naturalmente è un romanzo, così come “Il codice Da Vinci” e come tali vanno presi, senza andare a ricercare verità o “anti-dogmi” che nulla hanno a che vedere con la scienza e la religione.

08/02/2016

Le canzoni dell’aglio (M. Yan)

aglio, canzoni, cina, yan, gao, jinju, tiantang, mao, xiaoping, zhangSiamo alla fine degli anni ’80 del XX secolo e la Cina continua a vivere momenti di sbandamento che si protraggono da decenni dopo le varie rivoluzioni sociali che l’hanno caratterizzata (Mao, Xiaoping….). La “rivolta dell’aglio”, da cui prende spunto il romanzo di Yan, è uno dei tanti momenti di ribellione che porteranno alla più famosa rivolta di piazza Tienanmen e all’indimenticabile immagine del singolo studente di fronte ai carri amati. La popolazione è disillusa, le promesse di un futuro migliore per tutti e la parità sociale sono ormai sogni svaniti, la miseria dilaga e la corruzione dei funzionari e dei burocratici del partito che governa lo Stato non ha più limiti. In questo scenario le vicende dei personaggi si snodano con descrizioni spesso molto crude. Si accavallano episodi contemporanei alla storia e ricordi a volte narrati dai protagonisti in prima persona. La rassegnazione ai soprusi, alle tradizioni, alla miseria sembra l’unica strada per sopravvivere, anche se in maniera inumana: ribellarsi alla famiglia e allo Stato conduce alla morte, anche attraverso il sudicio, ultima ed estrema via di fuga. La narrazione ha la caratteristica lentezza orientale, benché l’autore riesce a descrivere buone immagini. Il finale rispecchia la cronaca giornaliera: i contestatori, sebbene nel giusto vengono puniti; gli amministratori-dirigenti, rei di badare ai loro soli interessi o quanto meno di superficialità, vengono premiati; la verità, è quella indiscutibile che decreta il potere a suo uso e consumo. Interessante è il monito dell’avvocato difensore nel processo, il cui esito è peraltro scontato, con il quale giustifica l’operato dei rivoltosi: << Se un partito, un governo non agisce per il bene del popolo, il popolo può rovesciarlo! Anzi deve rovesciarlo!>>. E’ uno slogan che ha un forte impatto sociale, ma che nella realtà non trova mai riscontro o quando viene messo in atto, serve soltanto a cambiare il soggetto che detiene il potere e non le condizioni di chi subisce il potere.

21/01/2016

Dannati (G. Cooper)

cooper, john, emily, inferno, oltre, maac, garibaldi, caravaggio, barbarossa, borgiaC’era una volta una bella principessa che finì nel regno dei cattivi; il suo principe azzurro corse a salvarla; sconfisse i cattivi e la riportò al suo castello; ma non vissero felici e contenti… questa in sintesi la storia e l’unico aspetto che la rende diversa dalla favola è il finale. Vero che la principessa è un fisico di particelle subatomiche, il principe un “berretto verde”, il regno dei cattivi l’inferno e il loro castello un laboratorio sotterraneo con un acceleratore di particelle, ma tutto questo serve soltanto a rendere ricco d’azione il romanzo. Nell’Oltre, l’inferno parallelo alla terra in cui dopo la morte finiscono tutti coloro che hanno commesso delle nefandezze, l’azione non manca e John e Emily ne sono i protagonisti. I personaggi più crudeli di tutti i tempi governano questo mondo, fotocopia geografica della terra, e i due protagonisti sono costretti a sfidarli, assecondarli e sconfiggerli per tornare nel nostro mondo: lei finita là per un accesso spazio-tempo creatosi per caso, lui arrivatoci per cercarla e salvarla. Un romanzo di fantasia, in cui l’autore tenta comunque di differenziare la presenza all’inferno di coloro che sono stati cattivi in vita (Himmler, Borgia…) e continuano ad esserlo dopo la morte, e coloro che sono invece finiti in quel luogo per aver commesso delitti per un atto d’ira o in conseguenza alle circostanze (Garibaldi, Caravaggio…) e dopo la morte combattono invece il male e cercano di portare speranza in quel luogo senza tempo. E’ un romanzo che non deve necessariamente apparire nella nostra libreria e il cui finale presuppone i capitoli successivi.

11/01/2016

L’erba delle notti (P. Modiano)

modiano, Jean, dannie, parigi, assassino, 66, unic, hotel, senna, maroccoI vecchi appunti su di un nero taccuino ormai datato, portano il protagonista a rivivere momenti del passato e a cogliere dettagli che nel momento in cui li viviamo ci sfuggono. La miscellanea tra gli eventi passati, i luoghi che adesso, seppur cambiati, continuano a risvegliare la memoria, portano Jean a dare un senso a quei ricordi che ora appaiono come sogni. Dalle parole, dalle brevi note, dai dettagli riportati nel taccuino a suo tempo il protagonista del romanzo cerca di ricostruire il suo rapporto con Dannie, una ragazza misteriosa che ha frequentato negli anni sessanta, e della quale, in quel periodo, è riuscito a scoprire ben poco. Ancora una volta l’autore è alla ricerca di un passato che possa togliere dall’anonimato personaggi e fatti che con il tempo cadono nell’oblio.

09/01/2016

Le ultime diciotto ore di Gesù (C. Augias)

gesù, joshua, palestina, crocefissione, pilato, erode, cristiano, fede, cristo, profetaChe cosa ne sappiamo dell’uomo più famoso degli ultimi duemila anni? Poco, e questo poco non è neanche certo. Partendo da questa considerazione, Augias ha cercato di raccontare le ultime ore di Cristo prima della crocefissione. L’intento è di fornire le ragioni del perché si sia arrivati a questo evento. Di fatto della vita di questo profeta nei primi 30 anni ci sono scarsissime notizie; quelle degli ultimi 3 anni di vita ci sono invece state fornite dai vangeli, canonici o apocrifi, redatti però in periodi successivi e quindi contagiati dalla risonanza di quello che era successo e dagli equilibri di potere presenti al momento della loro scrittura. Innanzitutto è necessario tenere distinti i due aspetti di base: fede e storia. Per la fede, Gesù di Nazareth è il figlio di Dio fatto uomo, venuto a dispensare la parola del Padre ed elargire miracoli, a redimere i peccati dell’umanità con la sua morte violenta, risorto dopo 3 giorni per tornare a vegliare e regnare sul mondo con la sua benevolenza e carità. Questo non può essere messo in discussione, è fede: per i credenti in questa dottrina non esistono e non possono esistere dubbi e punti interrogativi; per i non credenti sono favole. Diverso è invece il punto di vista storico, che deve basarsi su fatti accertati e confermati da prove inconfutabili o quasi. Da queste notizie reali nascono poi le varie interpretazioni che ognuno può desumere. Il problema è che di notizie certe non ne esistono: sono reali i personaggi del periodo, Pilato, Caifa, Erode, è certo il fatto che Roma governava su Gerusalemme, di sicuro le leggi dell’Impero prevedevano la crocefissione, ma per tutto il resto nessuna informazione è certa. Addirittura la stessa unica figura di Cristo potrebbe essere messa in discussione, sostituita da quella di più profeti le cui gesta e vicende sono state accorpate in un unico uomo. Augias ricercando in tutti i documenti storici di cui disponiamo prova a ricostruire soprattutto le ragioni che hanno portato al compimento del processo e al verdetto contro Joshua. Lo fa in modo diverso dal solito: genericamente si parte dall’ingiustizia subita dal profeta condannato, invertendo così le parti tra reo e giudici; in questo caso invece si cerca di analizzare gli aspetti, senza con questo volerli però giustificare, che hanno portato i giudici ad emettere il verdetto. Ne nasce allora un quadro fatto di uomini veri, con le loro frustrazioni, i caratteri, gli interessi; i fatti diventano reali e appaiono come notizie di cronaca di cui possiamo essere partecipi come ogni giorno. Tutto questo però non ci consegna certezze: forse il fatto più plausibile è che il processo non fu giusto, forzato dagli equilibri politici e dai rapporti tra gli occupanti, i Romani, e la popolazione occupata del luogo, principalmente Ebrei. La Storia stessa, come normalmente invece accade, in duemila anni non ci ha fornito risposte. In questa ricostruzione naturalmente l’autore si avvale di ricostruzioni romanzate e le sue indubbie capacità ci portano così a confrontarci con una lettura che non risolverà i nostri dubbi, ma ci fornisce ulteriori elementi da aggiungere alle nostre conoscenze.