Ok

By continuing your visit to this site, you accept the use of cookies. These ensure the smooth running of our services. Learn more.

30/03/2016

Giuda (A. Oz)

israele, giuda, tradimento, gesù, gerusalemme, oz, shemuel, atalia, wald, gurionGerusalemme, 1959: Shemuel è uno studente universitario che abbandona la facoltà per problemi economici e per una delusione d’amore ricerca nella solitudine l’ambiente per trovare risposte a sé stesso e alle sue scelte. Accetta così di lavorare a casa di un signore, dove, in cambio di vitto e alloggio oltre a un piccolo stipendio, dovrà giornalmente per alcune ore tenere compagnia a un disabile, ma soprattutto ascoltarlo e discorrerci. Lo studente vivrà alcuni mesi nell’abitazione, in un ambiente statico, che vive dei propri riti, e nella solitudine della sua mansarda cercherà di comprendere e far luce sui ricordi che i suoi ospiti tengono sopiti. Approfondendo la preparazione di quella che era la sua tesi universitaria, tesa a “sdoganare” la figura di Giuda Iscariota e mostrare un Gesù ebreo, e non cristiano, si troverà altresì a dover valutare se sia giusta o meno la creazione dello Stato di Israele. L’autore vuol porre in primo piano la figura del traditore, proponendo un’alternativa al senso comune con cui si giudica un tradimento, al punto che lo stesso, in alcune occasioni, è solo l’etichetta con cui si identificano coloro che in realtà sono coerenti con le proprie scelte.

20/03/2016

Giacomo Leopardi (raccolta dal Canzoniere e dalle Operette Morali)

leopradi, canzoniere, recanati, operette, morali, passero, silvia, infinito, colleNaturalmente non posso aggiungere nulla a tutto quanto già detto. Soltanto che è sempre piacevole rileggere opere come queste e se, come si dice, la poesia è grande quando non ha tempo, l’opera di Leopardi è sempre attuale: “O patria mia, vedo le mura e gli archi e le colonne e i simulacri degli avi nostri, ma la gloria non vedo, non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi i nostri padri antichi. Or fatta inerme, nuda la fronte e nudo il petto mostri. Oimè quante ferite, che lividor, che sangue! oh qual ti veggio, formosissima donna! Io chiedo al cielo e al mondo: dite dite; chi la ridusse a tale? E questo è peggio, che di catene ha carche ambe le braccia; sì che sparte le chiome e senza velo siede in terra negletta e sconsolata, nascondendo la faccia tra le ginocchia, e piange. Piangi, che ben hai donde, Italia mia, le genti a vincer nata e nella fausta sorte e nella ria. …” (All’Italia – Canzoniere)

17/03/2016

Sei come sei (M.G. Mazzucco)

omosessuali, coppia, adozione, utero, affitto, eva, christian, giose, figlio, yumaAnche se il romanzo è uscito qualche anno fa, l’argomento di cui tratta è attualissimo, soprattutto per gli eventi legislativi degli ultimi mesi. La storia narra di due omosessuali che convivono da vera coppia di fatto e decidono di far nascere un proprio figlio con il cosi detto metodo dell’utero in affitto. Le difficoltà della vita in comune con la bambina, dal punto di vista dei rapporti sociali, non sono nulla al confronto delle problematiche che seguono alla morte di uno di essi. Il padre “numero due”, per la legislazione vigente è un estraneo e non ha alcun diritto nei confronti della bambina, che così è affidata agli zii. La separazione è traumatica e benché zii e nonni (da parte di quello che è considerato il padre naturale deceduto) apparentemente si dimostrino disponibili, non essendolo poi di fatto, portano la piccola a compiere un gesto estremo verso un compagno di classe. I sentimenti che legano Eva, la piccola protagonista, ai due “genitori padri” sono molto forti e prevaricano gli aspetti pratici e sociali che deve affrontare nei confronti di una società e una burocrazia che in sostanza la classificano “diversa”. A prescindere dal racconto, la cui lettura ha suscitato grandi proteste al liceo “Giulio Cesare” di Roma reso famoso da una canzone di Venditti, il libro è uno spunto per poter riflettere su questioni che ad oggi è necessario affrontare e delle quali è impossibile negare l’esistenza e la quotidianità. Il mio giudizio è che ogni coppia di persone che convivono assieme, di qualunque sesso siano, debbono avere la possibilità di legalizzare la propria unione ed acquisire paritetici diritti e doveri, sia in vita che dopo la morte, di una famiglia considerata “canonica”. Per quanto riguarda la possibilità di avere dei figli, non ho remore verso l’adozione di un bambino/a. Diversa è invece la pratica dell’utero in affitto, dove il seme o l’ovulo di un soggetto della coppia è inseminato artificialmente da un terzo soggetto esterno e la gravidanza si compie nell’utero di un quarto soggetto: tale pratica è secondo me al limite della mercificazione della vita umana, sia dal punto di vista affettivo che economico. Nota di “colore locale” nel romanzo: per mettere assieme la somma necessaria a procreare la bambina, uno dei due uomini vende l’appartamento di cui è proprietario all’Isola del Giglio!

12/03/2016

Le più belle storie d’arte – Le più belle storie stellari (W. Disney)

topolino, qisney, arte, stellari, paperino, paperonetopolino, qisney, arte, stellari, paperino, paperoneStorie a fumetti, una parentesi tra le letture “normali”. Magari per un tuffo a ritroso nel tempo, quando da fanciullo i vari formati di “Topolino” accompagnavano la mia vita e la collezione messa da parte, ora staziona dentro a scatoloni in magazzino. Sempre simpatica l’assonanza dei nomi utilizzati per i personaggi di queste storie con quelli della realtà.

02/03/2016

Nella testa di una jihadista (A. Erelle)

jihad, erelle, inchiesta, siria, melodie, bilel, is, isis, terrorismo, islamErelle è una giornalista francese che studiando i comportamenti e le ragioni che spingono molti giovani a recarsi in Siria per partecipare alla jihad, si è trovata in prima persona ad entrare in contatto con il reclutamento via internet dello stato islamico. Non perdendo l’occasione ha subito instaurato un rapporto con il terrorista di contatto al fine di ricavarne un servizio dettagliato e reale per la propria redazione. Contattata tramite un suo profilo fittizio su internet, riuscirà a far credere al terrorista che è disposta a recarsi in Siria come sua moglie e resterà coinvolta dalla situazione fino a giungere quasi al confine Siriano. Nell’inchiesta appare evidente come sia facile per l’IS (o ISIS), attraverso l’uso dei social internet, farsi propaganda e contattare, fino al reclutamento, i giovani europei, siano essi uomini o donne. Evidenti sono la capacità dei terroristi, che peraltro dispongono di mezzi di comunicazioni all’avanguardia, di coinvolgere psicologicamente coloro che contattano e la “normalità” delle persone contattate, che sebbene generalmente stanno cercando un loro equilibrio, non sono necessariamente emarginati, instabili o falliti, ma anche insospettabili vicini dello porta accanto. La giornalista, sotto il falso account di Melodie, prende contatto con Abu Bilel, anche lui francese e braccio destro del califfo dell’IS: dall’atteggiamento e dai comportanti dell’uomo, sebbene celata dai sui discorsi, appare però evidente come la guerra santa professata e messa in atto da questi terroristi non abbia nulla di religioso e sia anzi, molto lontana dai precetti di fratellanza del credo Islamico. Dei contrattempi impediscono però alla giornalista di portare a termine il programma così come concordato con la redazione e l’intento di realizzare un servizio che possa portare alla luce questa attività di propaganda e reclutamento al fine di mettere in guardia e scoraggiare i giovani ad andare in Siria non si realizza nel modo voluto. L’inchiesta però fa scalpore e non passa inosservata, al punto che verso Erelle viene lanciata una fatwa (la condanna a morte che chiunque fedele all’Islam può compiere verso chi la riceve) e lei è costretta a vivere sotto scorta dopo aver cambiato la propria identità. L’inchiesta mette anche in evidenza le differenze che ci sono tra il califfato dell’IS e altri gruppi terroristi similari, quale ad esempio al-quaida.

25/02/2016

L’eretico (C.A. Martigli)

eretico, martigli, gesù, mola, papa, mirandola, ipsissima, issa, yeousha, taE’ il periodo del rinascimento italiano e mentre grandi artisti italiani esprimono il meglio di loro stessi, le varie signorie cercano d’imporre le loro famiglie a duratura reggenza dei vari Stati, compreso quello Pontificio. In questo ambito dalla “seconda Roma”, la città di Istanbul, partono alcuni personaggi diretti alla Roma del papa Alessandro VI, dove con l’aiuto di alcuni italiani a loro legati per l’amicizia comune con Pico delle Mirandola, dovrebbero consegnare e divulgare il libro che contiene la vera storia e parola di Gesù di Nazareth. La presenza di Savonarola a Firenze, la ricerca dei Medici di riconquistare la loro gloria, gli intrighi dei Borgia nel cercare di trasformare il Vaticano in un loro regno familiare, diventano impedimenti tali che non permetteranno la nascita di un’unica religione universale. Questo molto in sintesi il romanzo di Martigli. La questione che però lo porta ad essere confrontato, anche dallo stesso autore, con il più noto “Il codice Da Vinci”, è la presenza nel testo del racconto della vita di Cristo, soprattutto quella dai 12 ai 30 anni, sconosciuta e mai rappresentata anche nei vangeli, canonici e non. L’autore, prendendo spunto da informazioni più o meno mitologiche, attraverso i racconti di una delle protagoniste, ci illustra l’”Ipsissima Verba” scritta o comunque narrata per propria voce da Gesù. E’ la storia di un uomo, non di un figlio di Dio, che predica amore, eguaglianza e libertà, e vive la sua vita con lo scopo di divulgare questa “novella” di fratellanza in modo che la dottrina ne sia al servizio e non viceversa. E’ un uomo che ha la sua famiglia, che vive i drammi di ognuno, che non compie miracoli, ma si avvale delle conoscenze della meditazione e dell’illusione per attirare a sé le genti. Non c’è nulla di scientifico in questa figura, ma se dai vangeli togliamo la “fede”, questo racconto potrebbe più degli altri avvicinarsi a quella che è stata la vera storia dell’uomo più conosciuto e sconosciuto di sempre. Naturalmente è un romanzo, così come “Il codice Da Vinci” e come tali vanno presi, senza andare a ricercare verità o “anti-dogmi” che nulla hanno a che vedere con la scienza e la religione.

08/02/2016

Le canzoni dell’aglio (M. Yan)

aglio, canzoni, cina, yan, gao, jinju, tiantang, mao, xiaoping, zhangSiamo alla fine degli anni ’80 del XX secolo e la Cina continua a vivere momenti di sbandamento che si protraggono da decenni dopo le varie rivoluzioni sociali che l’hanno caratterizzata (Mao, Xiaoping….). La “rivolta dell’aglio”, da cui prende spunto il romanzo di Yan, è uno dei tanti momenti di ribellione che porteranno alla più famosa rivolta di piazza Tienanmen e all’indimenticabile immagine del singolo studente di fronte ai carri amati. La popolazione è disillusa, le promesse di un futuro migliore per tutti e la parità sociale sono ormai sogni svaniti, la miseria dilaga e la corruzione dei funzionari e dei burocratici del partito che governa lo Stato non ha più limiti. In questo scenario le vicende dei personaggi si snodano con descrizioni spesso molto crude. Si accavallano episodi contemporanei alla storia e ricordi a volte narrati dai protagonisti in prima persona. La rassegnazione ai soprusi, alle tradizioni, alla miseria sembra l’unica strada per sopravvivere, anche se in maniera inumana: ribellarsi alla famiglia e allo Stato conduce alla morte, anche attraverso il sudicio, ultima ed estrema via di fuga. La narrazione ha la caratteristica lentezza orientale, benché l’autore riesce a descrivere buone immagini. Il finale rispecchia la cronaca giornaliera: i contestatori, sebbene nel giusto vengono puniti; gli amministratori-dirigenti, rei di badare ai loro soli interessi o quanto meno di superficialità, vengono premiati; la verità, è quella indiscutibile che decreta il potere a suo uso e consumo. Interessante è il monito dell’avvocato difensore nel processo, il cui esito è peraltro scontato, con il quale giustifica l’operato dei rivoltosi: << Se un partito, un governo non agisce per il bene del popolo, il popolo può rovesciarlo! Anzi deve rovesciarlo!>>. E’ uno slogan che ha un forte impatto sociale, ma che nella realtà non trova mai riscontro o quando viene messo in atto, serve soltanto a cambiare il soggetto che detiene il potere e non le condizioni di chi subisce il potere.

21/01/2016

Dannati (G. Cooper)

cooper, john, emily, inferno, oltre, maac, garibaldi, caravaggio, barbarossa, borgiaC’era una volta una bella principessa che finì nel regno dei cattivi; il suo principe azzurro corse a salvarla; sconfisse i cattivi e la riportò al suo castello; ma non vissero felici e contenti… questa in sintesi la storia e l’unico aspetto che la rende diversa dalla favola è il finale. Vero che la principessa è un fisico di particelle subatomiche, il principe un “berretto verde”, il regno dei cattivi l’inferno e il loro castello un laboratorio sotterraneo con un acceleratore di particelle, ma tutto questo serve soltanto a rendere ricco d’azione il romanzo. Nell’Oltre, l’inferno parallelo alla terra in cui dopo la morte finiscono tutti coloro che hanno commesso delle nefandezze, l’azione non manca e John e Emily ne sono i protagonisti. I personaggi più crudeli di tutti i tempi governano questo mondo, fotocopia geografica della terra, e i due protagonisti sono costretti a sfidarli, assecondarli e sconfiggerli per tornare nel nostro mondo: lei finita là per un accesso spazio-tempo creatosi per caso, lui arrivatoci per cercarla e salvarla. Un romanzo di fantasia, in cui l’autore tenta comunque di differenziare la presenza all’inferno di coloro che sono stati cattivi in vita (Himmler, Borgia…) e continuano ad esserlo dopo la morte, e coloro che sono invece finiti in quel luogo per aver commesso delitti per un atto d’ira o in conseguenza alle circostanze (Garibaldi, Caravaggio…) e dopo la morte combattono invece il male e cercano di portare speranza in quel luogo senza tempo. E’ un romanzo che non deve necessariamente apparire nella nostra libreria e il cui finale presuppone i capitoli successivi.

11/01/2016

L’erba delle notti (P. Modiano)

modiano, Jean, dannie, parigi, assassino, 66, unic, hotel, senna, maroccoI vecchi appunti su di un nero taccuino ormai datato, portano il protagonista a rivivere momenti del passato e a cogliere dettagli che nel momento in cui li viviamo ci sfuggono. La miscellanea tra gli eventi passati, i luoghi che adesso, seppur cambiati, continuano a risvegliare la memoria, portano Jean a dare un senso a quei ricordi che ora appaiono come sogni. Dalle parole, dalle brevi note, dai dettagli riportati nel taccuino a suo tempo il protagonista del romanzo cerca di ricostruire il suo rapporto con Dannie, una ragazza misteriosa che ha frequentato negli anni sessanta, e della quale, in quel periodo, è riuscito a scoprire ben poco. Ancora una volta l’autore è alla ricerca di un passato che possa togliere dall’anonimato personaggi e fatti che con il tempo cadono nell’oblio.

09/01/2016

Le ultime diciotto ore di Gesù (C. Augias)

gesù, joshua, palestina, crocefissione, pilato, erode, cristiano, fede, cristo, profetaChe cosa ne sappiamo dell’uomo più famoso degli ultimi duemila anni? Poco, e questo poco non è neanche certo. Partendo da questa considerazione, Augias ha cercato di raccontare le ultime ore di Cristo prima della crocefissione. L’intento è di fornire le ragioni del perché si sia arrivati a questo evento. Di fatto della vita di questo profeta nei primi 30 anni ci sono scarsissime notizie; quelle degli ultimi 3 anni di vita ci sono invece state fornite dai vangeli, canonici o apocrifi, redatti però in periodi successivi e quindi contagiati dalla risonanza di quello che era successo e dagli equilibri di potere presenti al momento della loro scrittura. Innanzitutto è necessario tenere distinti i due aspetti di base: fede e storia. Per la fede, Gesù di Nazareth è il figlio di Dio fatto uomo, venuto a dispensare la parola del Padre ed elargire miracoli, a redimere i peccati dell’umanità con la sua morte violenta, risorto dopo 3 giorni per tornare a vegliare e regnare sul mondo con la sua benevolenza e carità. Questo non può essere messo in discussione, è fede: per i credenti in questa dottrina non esistono e non possono esistere dubbi e punti interrogativi; per i non credenti sono favole. Diverso è invece il punto di vista storico, che deve basarsi su fatti accertati e confermati da prove inconfutabili o quasi. Da queste notizie reali nascono poi le varie interpretazioni che ognuno può desumere. Il problema è che di notizie certe non ne esistono: sono reali i personaggi del periodo, Pilato, Caifa, Erode, è certo il fatto che Roma governava su Gerusalemme, di sicuro le leggi dell’Impero prevedevano la crocefissione, ma per tutto il resto nessuna informazione è certa. Addirittura la stessa unica figura di Cristo potrebbe essere messa in discussione, sostituita da quella di più profeti le cui gesta e vicende sono state accorpate in un unico uomo. Augias ricercando in tutti i documenti storici di cui disponiamo prova a ricostruire soprattutto le ragioni che hanno portato al compimento del processo e al verdetto contro Joshua. Lo fa in modo diverso dal solito: genericamente si parte dall’ingiustizia subita dal profeta condannato, invertendo così le parti tra reo e giudici; in questo caso invece si cerca di analizzare gli aspetti, senza con questo volerli però giustificare, che hanno portato i giudici ad emettere il verdetto. Ne nasce allora un quadro fatto di uomini veri, con le loro frustrazioni, i caratteri, gli interessi; i fatti diventano reali e appaiono come notizie di cronaca di cui possiamo essere partecipi come ogni giorno. Tutto questo però non ci consegna certezze: forse il fatto più plausibile è che il processo non fu giusto, forzato dagli equilibri politici e dai rapporti tra gli occupanti, i Romani, e la popolazione occupata del luogo, principalmente Ebrei. La Storia stessa, come normalmente invece accade, in duemila anni non ci ha fornito risposte. In questa ricostruzione naturalmente l’autore si avvale di ricostruzioni romanzate e le sue indubbie capacità ci portano così a confrontarci con una lettura che non risolverà i nostri dubbi, ma ci fornisce ulteriori elementi da aggiungere alle nostre conoscenze.

31/12/2015

Manifesto del partito comunista (K.Marx – F.Engels)

marx, engels, manifesto, partito, comunista, proletario, borghesia, rivoluzione, , politicaQuesta è l’occasione per quelli che mi dicono che politicamente sono un nostalgico di ripetermi la frase. La lettura del testo di Marx e Engels travalica però questo aspetto e dobbiamo considerarlo un approfondimento filosofico-sociale su quella che è la società e il processo storico del suo divenire. Innanzitutto il Manifesto va calato nella situazione sociale e politica del periodo in cui è stato redatto: siamo nella metà del 1800 e in Europa la condizione degli operai è quella di “strumenti di lavoro”, come li definiscono Burke e Sieyes, mentre in America si combatteva per gli schiavi negri e nelle colonie la schiavitù verso gli indigeni era “mascherata” dalla sudditanza commerciale. Il testo quindi necessariamente prende in considerazione questi aspetti e sarebbe errato definirlo moderno o arretrato, così come faremo con Platone, Hegel, Machiavelli ed altri. Importanti sono però alcune considerazione che se ne possono trarre, come la lotta proletaria che deve avere come scopo non solo il miglioramento delle condizioni materiali e salariali, ma soprattutto quello della dignità dell’operaio. Sebbene con i termini del periodo si affronta il problema dell’economia globale, allora legata al colonialismo, e si auspica altresì la costituzione di società che condividendo gli stessi ideali e le stesse regole morali superino il concetto di nazione, una visione simile a quella che nello stesso periodo Mazzini proponeva con la “Giovine Europa”. Basilari però, e ancora attuali, rimangono le caratteristiche dell’allora borghesia, che oggi chiameremo classe dirigente e benestante, sia essa politica, industriale ed economica, dove ognuno punta erroneamente al proprio bene personale e dove la concentrazione della ricchezza rimane nelle mani di una piccola percentuale, allora era il 10%, di tutta la popolazione mondiale, al punto che gli stessi autori affermano che la proprietà privata non potrà essere tolta alle masse, visto che non ne dispongono. C’è però una lacuna nelle indicazioni del Manifesto, i due filosofi, dopo la rivoluzione che dovrà potare alla caduta della borghesia, non riescono a spiegare come si dovrà attuare il passaggio allo “stato superiore”, di modo che il rischio è che la nuova classe dirigente proletaria sia soltanto la sostituzione di quella precedente, magari con difetti analoghi come poi è accaduto, e non si raggiunga la società solidale e paritetica auspicata.

29/12/2015

Felici senza Ferrari (R. Koike)

koike, felicità, denaro, dolore, dubbio, buddha, povertà, religioneIl sottotitolo del libro è “vivere con poco”: non deve però trarre in inganno, quello che propone l’autore non è una vita da asceti, ma bensì un approfondimento per gestire al meglio il denaro. Nella consapevolezza che il denaro è utile, Koike analizza quello che è il rapporto che abbiamo oggi con il denaro e arrivando alla conclusione che siamo tutti, in proporzioni diverse, schiavi di questo formula alcune teorie e suggerimenti per renderci felici nell’utilizzo del denaro stesso. La prima regola è senz’altro quella di saper individuare i bisogni rispetto alle voglie: spendere più soldi per mangiare sano è giusto, non lo è spenderne per acquistare un cellulare alla moda. Naturalmente la sua dottrina si basa sul fatto che solo il dolore è il motore del nostro agire, mentre la felicità non esiste ed è soltanto mancanza o cancellazione del dolore: di questo si può o no essere d’accordo. Interessanti sono le considerazioni sul disfarsi delle cose inutili che ci circondano e sul fatto che avere dubbi aumenta l’infelicità. Dice ancora l’autore che le maggiori religioni, Cristo e Maometto, si basano su esperienze di povertà per cui basta poco, anche dal punto di vista materiale protendere alla felicità, mentre il Buddihismo, considerato che Buddha era un principe e quindi poteva ottenere tutto, spinge il credente ad una felicità che va oltre il bene materiale. Certamente gli insegnamenti di Koike non sono il credo per essere felici, ma visto mai che queste indicazioni possano aiutarci ad essere più felici nel 2016? 

Continua...

26/12/2015

Dora Bruder (P. Modiano)

modiano, nobel, dora, bruder, parigi, nazisti, parigi, ebrei, deportazione, olocaustoModiano trova un modo diverso per raccontare il tragico periodo delle deportazioni naziste. Invece che narrare il dolore dell’uomo, pone in evidenza il vuoto che rimane di quest’uomo, anche se in questo caso si tratta di una donna. E’ l’annuncio di una scomparsa a stimolare il premio Nobel a ricercare notizie e informazioni su Dora Bruder, una ragazza francese di origine ebrea. Inizia così un viaggio che lo porterà a raccogliere nei luoghi dove la ragazza ha vissuto e attraverso alcune persone che l’hanno conosciuta, quanti più indizi sulla sua vita sia possibile, ma il vuoto non potrà essere colmato e molte risposte rimarranno senza risposta. Questo è il più atroce risultato dello sterminio: l’annullamento non soltanto fisico delle persone, ma quello della loro identità e del loro passato. I luoghi di Parigi in cui ha vissuto Dora sono cambiati quando Modiano scrive il romanzo, ma lui stesso, seppur diversi, l’ha vissuti e il suo peregrinare lo spinge a considerazioni che ci mostrano come anche una via, una piazza, un indirizzo possano essere l’archivio dei sentimenti e delle emozioni che hanno lasciato chi li ha vissuti in precedenza.

25/12/2015

L’enigma Michelangelo (D. Piazza)

piazza, michelangelo, sforza, borgia, cupido, dormiente, scultore, rovere, medici, pietà

Siamo alla fine del 1400 e sul mercato delle opere d’arte compare il Cupido Dormiente scolpito da Michelangelo. La presenza di questa scultura è il filo conduttore, anche se dietro le quinte, della storia scritta dalla Piazza. Si narrano le vicende dei Borgia, dei Medici, dei della Rovere, degli Sforza e naturalmente di Michelangelo negli ultimi trent’anni del XV secolo, con dovizia di particolari storici e biografici e con l’aggiunta di episodi creati dalla fantasia dell’autrice. Evidente è la competenza in materia artistica della scrittrice, laureata in storia dell’arte. Non ho trovato il romanzo molto coinvolgente, perché spesso si perde la tracciadell’oggetto, soffermandosi su quelle che sono le vicende personali e storiche, reali o meno, dei vari protagonisti.

12/12/2015

Argentario 1944-1984 (G.F. Casalini)

casalini, argentario, agnelli, susanna, scoglio, wongher, giovani, promontorio, ittico, sindacoE’ uno spaccato di episodi e personaggi, soprattutto politici, che hanno caratterizzato la vita sociale del Promontorio nel periodo dalla seconda guerra a metà anni 80 del XX secolo. Non è un racconto organico, Casalini in ogni capitolo illustra un fatto o una persona, basandosi soprattutto sulla memoria. Sono i periodi del dopoguerra, in cui lo “Scoglio” ha visto la sua rinascita dopo la catastrofica distruzione bellica e quello del “boom economico”, in cui si cercava di dare all’Argentario il profilo per la vita economica e sociale del futuro. Momenti quindi di cui ancor oggi viviamo i risultati e le scelte fatte. Curioso è come l’autore evidenzi l’appartenenza massonica di alcuni personaggi, a guisa di onorificenza. Interessante constatare come fosse più attiva e dinamica la vita politica e sociale di allora rispetto a quella degli ultimi tempi, certamente viziata anche dal contesto storico. L’opera è un diario di post-it che focalizzano l’attenzione del lettore, soprattutto se questo è cittadino del luogo, su retroscena che l’autore rivela avendo vissuto di persona.