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14/12/2014

Fiorirà l’aspidistra (G.Orwell)

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Ancora un’analisi che Orwell rivolge alla società, in questo caso a come i “quattrini” siano il motore che regola l’andamento della vita individuale. Lo scenario è quello dell’Inghilterra negli anni che precedono la prima guerra mondiale. Il protagonista, Gordon, ha deciso di condurre un’inutile e invincibile guerra contro il denaro. Le sue scelte si basano così sull’evitare di condividere quelli che sono i simboli borghesi, primo tra tutti quello del “buon posto” di lavoro; simboli che lui identifica con l’aspidistra, la pianta che immancabilmente adorna ogni casa ed angolo dell'Inghilterra. Si riduce così a vivere una vita al limite della povertà, non potendo però fare a meno di avere prestiti e sostegno da familiari e amici, anche se da questi si sente infastidito ed oppresso. Il culmine arriva quando avrà a disposizione 10 sterline (quasi un capitale all’epoca) che sperpera in una serata, godendo tutti gli agi di quella società che detesta. Da lì la caduta nel più profondo disprezzo. Sarà la consapevolezza di un figlio che deve nascere a fargli scegliere di abbandonare la lotta e accettare le regole del “buon vivere”. La scelta sarà vissuta non come una sconfitta, ma come il sollievo di essersi tolto il peso di dover ad ogni costo procedere sulla strada che aveva intrapreso.       

"7 Minuti" Teatro degli Industri Grosseto - 11/12/2014

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Sceneggiatura tratta da un episodio accaduto in una fabbrica Francese. 11 donne, in rappresentanza degli operai della fabbrica, devono decidere sulla proposta dell'azienda di decurtare 7 minuti dalla pausa di lavoro. Un tema attualissimo, che vede le protagoniste fronteggiarsi sulla tutela del posto di lavoro, a costo di ogni sacrificio, od opporsi alla richiesta salvaguardando diritti acquisiti, correndo però rischi futuri. L'ottima regia di Gassman si avvale delle capacità della Piccolo e delle altre protagoniste. La storia della nottata passata a discutere, si dipana senza asserzioni filosofiche o posizioni preconcette, ma attraverso un linguaggio realistico e concreto. Il finale senza risposta lascia aperta l'interpretazione personale.

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08/12/2014

Le luci di settembre (C.R.Zafon)

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Un altro dei libri dedicati ai ragazzi che l’autore ha scritto nella sua prima parte della carriera. Il giudizio che ne do è lo stesso de “Il principe della nebbia” (vedi il post del 27/11/2014). Anche il racconto si avvale degli stessi scenari dell’altro: una famiglia trasferita, il faro, una baia e un paesino quasi fuori dal mondo, fantasmi deceduti per annegamento, ragazzi che indagano come fossero adulti a rischio della vita; unica differenza la nazione in cui si svolge la vicenda. La traccia della storia forse è un poco più accattivante, ma anche in questo caso nasce dai misteri e dal passato di un enigmatico personaggio stabilitosi nel luogo.     

07/12/2014

Il combattente - Come si diventa Pertini (G. De Cataldo)

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Fa sempre piacere leggere le gesta e la storia di un personaggio importante ed esemplare. Pertini: il Presidente per antonomasia; l’emblema del Partigiano; il vero Italiano. Quella di De Cataldo non è una vera biografia, l’autore narra il profilo di Sandro attraverso il racconto della preparazione di una sceneggiatura per costruire un progetto televisivo, peraltro mai realizzato. Si tratta quindi di un racconto personale, dove sono riportati gli episodi della vita di Pertini; il suo carattere; le virtù, ma anche le debolezze (se così possono essere definite). Ne esce uno spaccato storico dell’Italia dagli inizi del 1900 agli anni ’80 dello stesso secolo. Il Pertini che vive questo periodo da perseguitato, carcerato, esule, condannato a morte, statista ed infine Presidente, è un personaggio da prendere come esempio: burbero, caparbio, orgoglioso del suo stato, fedele, rispettoso ed allo stesso tempo caritatevole ma intransigente. Una figura di cui dire “ah, ce ne fossero….!”. Il racconto che ne fa De Cataldo non è un’orazione aulica, ma l’insegnamento che un padre può dare al figlio, indicandogli le persone da cui prendere esempio e i valori per cui vivere. Alla fine del libro l’autore si pone un dubbio: può nella sua grandezza, l’avvocato Pertini, essere accusato di aver agito per vendetta e non con giustizia, nei confronti dei fascisti lasciando che fossero uccisi, e di non essere stato capace di lasciare i palazzi del potere, quando questi stavano diventando corrotti negli anni ’80? Credo che la storia abbiamo ormai dimostrato, che non è possibile assolvere personaggi come Mussolini o Hitler, ed altri di destra e sinistra, soltanto perché hanno compiuto qualche azione apprezzabile in un mare di nefandezze, così non si può condannare chi ha compiuto qualche azione discutibile, a fronte di una vita corretta ed esemplare.        

04/12/2014

Viaggio dentro la mente (P.Angela)

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Un interessante viaggio all’interno del cervello, raccontato con semplicità dal fantastico Angela “padre”.  Si parte dalla “storia” del cervello, per passare alla sua conformazione e funzionamento e giungere quindi alle molteplici attività che questo organo riesce a svolgere. Le altre sezioni del libro affrontano gli aspetti legati all’intelligenza, alla creatività, ai sogni, all’importanza del dormire, ai sentimenti, accostando gli aspetti scientifici alle pratiche giornaliere. L’autore esamina altresì i condizionamenti istintivi che condizionano il cervello e nell’ultima parte, quelle che sono le attività e comportamenti che possono danneggiare o rendere più efficiente un organo così complesso. La narrazione ha la forma di un dialogo tra un ipotetico interlocutore che pone le domande e lo scrittore che a queste risponde. Pur trattando un argomento molto complesso, la lettura è accessibile a tutti.  

01/12/2014

Per dieci minuti (C.Gamberale)

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Ci sono mille modi di vivere la vita e ognuno sceglie quello che gli sembra più consono, decidendo da sé, come se quella fosse l’unica scelta giusta. Capita invece che a un certo punto, inaspettatamente, un evento improvviso faccia crollare quel mondo: e ci si trova costretti a trovare un’alternativa alle nostre certezze, o forse alle paure che le rendevano tali. E’ quello che capita a Chiara: un matrimonio che si conclude con un addio attraverso una telefonata da Dublino. Ma non solo: il recente trasferimento a Roma, il lavoro che viene affidato ad altri….. e l’analista butta lì un gioco. Prendendo spunto dai metodi Steiner, per dieci minuti al giorno ci si dimentica della propria vita, delle proprie certezze, delle convinzioni e delle paure e si fa ciò che non si è mai fatto: si prova un’esperienza mai provata. Per un mese Chiara sperimenta questo metodo e si accorge che attorno a lei gira un mondo intero, un mondo che è tutto e l’opposto di tutto: che ti coinvolge, che vuol essere coinvolto, che neanche ti vede o invece ti sostiene. Sarà un percorso comunque faticoso, a ferita aperta, ma seppur tremendo, comunque necessario e con il traguardo raggiungibile.    

29/11/2014

Nuovo dizionario delle cose perdute (F.Guccini)

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Prosegue la “saga” di Guccini nell’elencare e descrivere oggetti e situazioni del passato: per alcuni prossimo, per altri “remoto”. Una divertente e nostalgica rivisitazione e spiegazione di oggetti e situazioni, alla moda e in uso alla metà del secolo scorso. Non c’è un confronto con il presente, senz’altro più pratico, ma sicuramente meno “romantico” e, sebbene globale, che ci rende meno partecipi convivialmente nella vita giornaliera. Per chi ha conosciuto, e fatto uso di quelli oggetti, o ha vissuto le situazioni descritte, il libro ha la funzione di un caro album di ricordi; per chi, più giovane, che forse anche per la prima volta legge quei nomi, l’opera diviene un fantastico romanzo di storia. Nell’uno e nell’altro caso, comunque, uno stimolo a riflettere su come in pochi anni siano cambiate le nostre abitudini. Una piacevole ora di lettura.     

27/11/2014

Il principe della nebbia (C.R.Zafon)

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Opera prima dell’autore, che non compete con i più recenti e famosi romanzi, primo dei quali “L’ombra del vento”. Questo, e il fatto che il racconto sia destinato ai ragazzi, implica inevitabilmente delle differenze. Ambientato in Spagna durante il periodo della seconda guerra mondiale, è una storia “fantasy” di spiriti e diavoli, dove non mancano i tradizionali riferimenti dell’argomento: la nave fantasma, il macabro pagliaccio, ombre e statue che prendono vita. I tre ragazzi, coinvolti in un segreto che affonda le radici nel passato, vanno alla ricerca della verità, non senza mettere a rischio la propria vita. E’ un racconto in cui il finale lascia aperta la porta a un futuro che continuerà a rinnovare il segreto e il ruolo del “principe della nebbia”.    

23/11/2014

Il lato oscuro del cuore (C.Augias)

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Chi apprezza il giornalista, in genere autore di saggi, avrà una conferma anche leggendo questo romanzo.

Sono storie di donne, due principali, Clara e Wanda, ed altre secondarie, ma non meno caratteristiche. La protagonista studia storia della psicanalisi, e di questo, l’autore se ne serve utilizzando, da ottimo saggista, anche brevi compendi su Freud, Jung, Charchot, che gli permettono di proporre confronti sullo stato della donna nelle varie epoche. La storia si svolge in periferia, tingendosi di giallo, attraverso violenze personali, corruzione, estorsione, pedofilia e prostituzione, fino all’omicidio: non viene praticamente risparmiato nessun aspetto negativo della nostra società. Il giornalista ha però la capacità di narrare questi avvenimenti senza renderli morbosi e violenti. Clara si troverà così a confrontarsi in prima persona con gli eventi e i sentimenti reali della vita e la paura che essi infondono: la teoria, fredda e distante, lascerà il posto al calore dell’odio e dell’amore, che in egual misura possono infiammare il cuore. Un libro senz’altro da leggere.

17/11/2014

Il nero e l’argento (P.Giordano)

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Un romanzo dall’autore de “Il silenzio dei numeri primi”. Una narrazione che scorre veloce e piacevole, nonostante l’argomento trattato. Un libro che si legge in poche ore. E’ il racconto degli ultimi mesi di vita di una tata/governante presso una giovane coppia di sposi. La scoperta del cancro e la decadenza fino al giorno estremo. L’analisi dell’autore non si limita al crudo racconto della malattia, ma esamina, attraverso i fatti quotidiani e i piccoli momenti di memoria, gli sbalzi umorali e sentimentali dei giovani coniugi. Un breve spaccato di amore e rispetto, che come un tassello di mosaico, andrà a ripetersi all’infinito.  

16/11/2014

Sarti Antonio: rapiti si nasce (L.Macchiavelli)

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Un episodio dei tanti raccontati in 40 anni di onorata carriera del sergente di polizia Sarti Antonio. Questo era già stato pubblicato nel 1985, ma in quest’occasione, l’autore lo ripropone nel testo originale, senza i tagli e le correzioni imposte nella precedente versione. Durante il proprio rapimento, e nell’oscuro silenzio della prigionia, il questurino Sarti ha l’occasione di meditare ed analizzare alcuni suoi casi rimasti irrisolti e a trovare i colpevoli. L’autore alterna capitoli in cui egli stesso dialoga con il personaggio, come fosse una presenza materiale, ed altri in cui è invece Sarti a narrare in prima persona. Il racconto ha comunque tempi lenti, più vicini alle sceneggiature degli anni 60 che a quelle attuali. Nel complesso non mi ha soddisfatto.   

03/11/2014

La Compagnia della Morte (A.Colitto)

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Storia, leggenda, fantasia: l’autore mescola gli ingredienti e nasce questa storia che si svolge nella Napoli della prima metà del 1600. E’ un romanzo breve, che non ambisce ad essere capolavoro, ma episodio di una storia a puntate (il seguito s’intitola “Peste”). E’ la storia di un pittore/cavaliere, che con il suo ardire sfida le angherie del governo spagnolo, dando con il suo gesto un sostanziale contributo all’insurrezione di Tommaso Aniello d'Amalfi (più noto come Masaniello). Le sue scelte però renderanno tragica la situazione familiare e solo alla fine anche la sua vendetta troverà soddisfazione.     

02/11/2014

Sostiene Pereira (A.Tabucchi)

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Lisbona 1938: in Europa il nazismo sta prendendo sempre più corpo, mentre in Spagna infuria la guerra civile e in Portogallo si sta organizzando la resistenza contro il dittatore Salazar e il sostegno ai repubblicani spagnoli.  E’ in questo quadro storico che Tabucchi immagina la storia di Pereira, prendendo spunto da un giornalista realmente esistito. Il protagonista si è abituato a una vita ormai tranquilla: l’appartamento in cui vive da solo; la redazione del giornale con il suo unico posto di lavoro; il bar dove consumare “omelette alle erbe aromatiche” e limonata. A un certo punto arrivano Monteiro e Marta a sconvolgere i ritmi di Pereira e lui si lascia trascinare dagli eventi, o più precisamente, accetta che il cambiamento lo travolga. Ormai la sua vita è nei ricordi: quello della moglie deceduta, con la quale si confida attraverso la fotografia; dei viaggi fatti in precedenza; dei sogni che gli portano alla mente immagini felici. Nel caldo torrido del mese di agosto, Pereira maturerà la scelta che lo porterà a cambiare vita. Un unico grande racconto dettato in un solo fiato, che Tabucchi narra dalla prima all’ultima parola del romanzo, senza neanche utilizzare punteggiatura e spaziatura per indicare i dialoghi, i pensieri o le descrizioni. Una terza persona che racconta l’evoluzione del personaggio, riportando la storia narratagli come in una confessione dalla stesso protagonista.    

30/10/2014

La magia di un Buongiorno (M.Gramellini)

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Troppo facile dare un giudizio su questo libro di Gramellini: non è un romanzo, non è un saggio, è solo la raccolta dei “Buongiorno” che il giornalista pubblica sulla prima pagina del “La Stampa”. Quindi, a chi piacciono i suoi articoli, leggerà il libro piacevolmente, a chi non piacciono, non lo legga!

Sono 365 pezzi, che vanno dal 1999 al 2014 e che Gramellini ha raccolto assieme senza una logica, e dai quali non è neanche possibile tracciare un percorso storico, perché spaziano dalla politica, alla cronaca, al pettegolezzo, ai sentimenti. Al più possono riportare alla mente degli episodi, e ripensarli a mente fredda, ci induce ad un giudizio meno passionale.

Caratteristica ormai nota del giornalista, la ricerca, sia del lato ironico degli avvenimenti, sia del buono che l’animo umano riesce sempre ad esternare, non disdegnando di mettere in evidenza le peculiarità tipiche del popolo Italiano, sia positive che negative.    

 

20/10/2014

In fuga dal Senato (F.Rame)

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Non leggete questo libro!! Molti di noi valutando l’operato dei Parlamentari Italiani, maturano l’idea che i risultati delle scelte che ci vengono imposte, sono così deludenti perché Onorevoli e Senatori badano soltanto ai propri tornaconti e non al bene collettivo. Dal racconto della Rame, quest’idea diventa una certezza. Attenzione, non è una critica di parte: sappiamo tutti la collocazione politica che aveva l’autrice, ma in questo caso le sue invettive si rivolgono a tutti, da destra a sinistra, anzi, più a sinistra che a destra, perché è da lì che dovrebbe venire la spinta sociale. Il libro è il diario che la Rame ha tenuto dall’aprile 2006 al gennaio 2008, nei 20 mesi in cui è stata Senatrice delle Repubblica eletta nelle file dell’IdV. Lascerà il gruppo IdV per non votare a favore di scelte che andavano contro il programma elettorale del Governo e della propria coscienza. Sin dal primo giorno in cui entra in Senato, la scrittrice avverte un ambiente ostile, che galleggia in aria come Laputa, l’isola volante dei “Viaggi di Gulliver”, completamente distaccato da quelle che sono le realtà del Paese. Questo suo disagio si ripercuote persino sulla salute e solo l’ironia e le capacità satiriche di cui è dotata, le permettono di rimanere a galla nell’abisso che la separa dai suoi “colleghi”. Ogni sua giusta battaglia s’infrangerà contro il muro di indifferenza degli altri Parlamentari, sino a costringerla a dimettersi. La Rame non vuol proporre una sua analisi già confezionata, ma si limita a narrare i fatti come accadono e le sensazioni che questi le suscitano. In ogni passaggio si palesa però l’indifferenza dei nostri Governanti per il bene comune, a solo vantaggio dei propri interessi privati e l’impossibilità di poter cambiare tutto questo attraverso le istituzioni.