Ok

By continuing your visit to this site, you accept the use of cookies. These ensure the smooth running of our services. Learn more.

26/07/2015

Macbeth (W. Shakespeare)

macbeth, shakespeare, scozia, inghilterra, duncan, tragedia, banquo, malcolm, donalbain, re

Intrighi e assassini che funestano la giovane Albione quando i suoi regni sono ancora divisi. La tragedia di Shakespeare sintetizzata in pochi giorni l’ascesa al trono e la caduta di Macbeth, che sentendosi forte del disegno del destino, spinto dalla bramosia per il potere, si prodiga nel realizzare la profezia delle streghe e non disdegna di uccidere il vecchio re Duncan. Sarà una sequenza di delitti e cospirazioni, che porteranno alla decapitazione dello stesso Macbeth. Probabilmente è tra le tragedie dell’autore, quella in cui la morte violenta è più rappresentata, e il sangue invade la scena dall’inizio alla fine. Il fascino del soprannaturale, rappresentato nell’opera dalle streghe e dai fantasmi, si muove nella parte oscura della vita e il drammaturgo per farcelo sentire più vicino, ambienta quasi tutte le scene di notte, in quel buio in cui la paura ha il suo regno. 

24/07/2015

L’avventurosa storia dell’uzbeko muto (L. Sepulveda)

sepulveda, uzbeko, cile, che, guevara, dittatura, allende, nicaragua

Sono nove brevi racconti che narrano di giovani sudamericani animati dalla voglia di ribellione. Siamo negli anni 60-70 del secolo scorso ed in Cile, come in altri Paesi limitrofi, la lotta contro la dittatura o per il mantenimento della libertà sta pervadendo gli animi dei popoli e condizionando la loro vita quotidiana. In questo clima, che non risparmierà altri quartieri del mondo, e si propagherà ovunque, l’esuberanza e l’incoscienza giovanile, fanno compiere atti che a volte sfiorano il grottesco. L’autore ci narra alcune di queste storie, che nella loro semplicità, nascondono però un retroscena amaro e la consapevolezza, per i giovani, che la maturità si conquista affrontando e scoprendo la realtà.   

20/07/2015

La locandiera (C. Goldoni)

locandiera, firenze, goldoni, commedia, teatro, locanda, mirandolina, ripafratta, forlipopoli, albafiorita

E’ inutile raccontare la trama e i caratteri di questa commedia, che tutti conoscono e che la maggior parte hanno avuto modo di vedere rappresentata in scena. Nel libro, a compendio della commedia, sono raccolte lettere e documenti dello stesso Goldoni e di altri, allo scopo di collocare l’opera dell’autore veneziano, nel periodo in cui fu scritta.   

18/07/2015

Monte Argentario Cittadinanze Onorarie (G. Della Monaca)

Argentario, cittadinanza, onoraria, monaca, gualtiero, veronesi, stefhens, comastri, madre, olanda

Per prima cosa tengo a precisare che il giudizio finale sul libro, non è condizionato dalla presenza di un mio piccolo contributo presente nello stesso, di cui sono onorato Gualtiero abbia fatto uso.

Lo spunto che l’autore trae dalle concessioni di cittadinanza onoraria conferite dal Comune nell’arco del tempo, serve ad analizzare situazioni e fatti che sono stati condizionanti per la popolazione dell’Argentario, incidendo sugli aspetti sociali, culturali ed economici del Promontorio.

Per molti di questi personaggi, soprattutto quelli relativi al XIX secolo e ai primi del 1900, il territorio conserva ancora memoria, sia per le vie che a loro sono state dedicate, sia per le opere che hanno contribuito a realizzare e che ancora sono presenti, magari con destinazioni diverse da quelle originarie. Il libro risulta quindi utile a riportare alla memoria anche della popolazione queste illustri figure, e naturalmente farle conoscere alle nuove generazioni. L’opera è ricca di dettagli e documenti, nonché di molte curiosità e aneddoti, che risultano interessanti anche per il lettore non locale, fornendogli quegli strumenti atti a comprendere l’attuale carattere dei cittadini dell’Argentario.

Interessante è constatare che già all’epoca, mi riferisco ancora al periodo del 1800, molti dei problemi attuali erano già presenti e nonostante lo stimolo che questi illustri personaggi cercavano di infondere, sia con parole che con opere, nella popolazione locale non è mai stato recepito, lasciando spesso ai cosiddetti “forestieri”, l’onere e l’onore d’intraprendere iniziative atte a valorizzare il territorio, e magari anche a ricavarne utili personali. Emblematico in tal senso uno stralcio di Scarabelli scritto per il periodico “L’Ombrone” (1879), dove l’avvocato dopo aver elogiato il clima, il territorio, il mare ed il paesaggio conclude “… tutto ciò finisce poi di stancare nella sua monotonia; ed il bagnante dopo essersi tuffato in mare per un paio d’ore, dopo averne dormito un altro paio, si trova imbarazzatissimo a passare un’oretta nella sera, innanzi ritirarsi ai tranquilli riposi.”. Purtroppo una considerazione che trova riscontro anche oggi, nonostante la notorietà turistica e culturale che l’Argentario aveva assunto negli anni 60 del secolo scorso, ma che non si è riusciti a mantenere nel tempo.

A fronte di quanto sopra è interessante invece scoprire che l’Argentario abbia spesso eccelso in attività e opere che l’hanno reso noto in ambito Nazionale e Internazionale e che il carattere degli abitanti, sebbene “non espansivo”, sia sempre stato forte nel contrastare gli eventi negativi che hanno segnato il territorio. A questo proposito emblematica è la ricostruzione post bellica, avvenuta in tempi brevissimi, dopo che i bombardamenti degli alleati avevano raso al suolo gran parte delle costruzioni, “elevando” il Comune tra quelli più distrutti in Italia, forse secondo soltanto a Cassino (sgomento suscita la tabella redatta dalle autorità dell’epoca dalla quale risulta che a P.S.Stefano i vani integri erano “nessuno”). Questo stesso carattere impedisce ai cittadini di non essere capaci a valorizzare quanto dovuto il territorio e la popolazione stessa, nonché la sua storia: soltanto chi per proprio conto, da altre parti del mondo, ha modo di entrarne a contatto ne rimane affascinato (sin dai tempi dei Cesari Romani). Scopriamo così, attraverso l’opera dell’autore, che la cittadinanza onoraria è andata a illustri e noti personaggi internazionali che hanno saputo apprezzare queste peculiarità: tra le prime quella dell’arte marinara, che ancora oggi vede primeggiare coloro che la praticano, con onorificenze a livello mondiale.   

Altra caratteristica che contraddistingue il carattere degli abitanti è la solidarietà, probabile retaggio della vita marinara, ed anche tra coloro cui è stata conferita la cittadinanza onoraria, non mancano personaggi che ne sono stati simbolo, vedasi per tutti Madre Teresa di Calcutta.

In sintesi, si può quindi concludere, che anche questa “fatica” di Della Monaca, oltre che ripercorrere minuziosamente la vita e le caratteristiche di Monte Argentario, è un valido strumento sia alla salvaguardia della memoria, per coloro che abitano il Promontorio, sia di conoscenza e promozione, per coloro che ne conoscono solo il nome.Giudizio (0-3) = 2

06/07/2015

Rossella (A. Ripley)

rossella, ohara, vento, america, irlanda, ripley, mitchell, tara

Dopo le avventure di “Via col vento” la vita di Rossella O’Hara continua con l’altalenarsi di vicende più o meno reali ed a volte vicine alla fantasia. L’animo ribelle e capriccioso della donna, sempre alla ricerca di una propria identità, la spinge a tuffarsi in situazioni che allo stesso tempo fortificano il suo carattere. Questo secondo capitolo amplia i confini d’azione di Rossella, portandola fino alle terre d’origine della propria famiglia. Sempre protesa a voler essere sopra tutti, aiutata dalla bellezza e dall’enorme ricchezza economica, vivrà i suoi anni tormentata dall’amore verso Rhett e alla sua riconquista, non disdegnando comunque azioni caritatevoli e di disponibilità verso le persone meno fortunate o pavide. Dopo la morte di alcune persone a lei molto care, inizia il suo viaggio alla riconquista del marito deciso a divorziare: questo la porterà a riallacciare rapporti con i parenti irlandesi e all’acquisto dei vecchi possedimenti degli O’Hara in Irlanda. Da “falsa” vedova, a contadina, a quasi contessa, la Ripley la proietta nella società inglese, che per molti aspetti non è lontana da quella americana, finanche nella lotta sociale ed armata tra contadini e proprietari terrieri.

Giudizio (0-3) = 1    

 

12/06/2015

La trappola dell’austerity (F. Rampini)

rampini, austerità, austerity, crisi, economia, finanza

Il famoso e preparato giornalista analizza le scelte fatte da parte dei Governi per risolvere la crisi economica nata nel 2008. A compendio dell’analisi sono inserite interviste, dichiarazioni, studi e dati dei più importanti economisti mondiali e società di analisi economico-finanziaria. Il quadro che se ne deduce è preoccupante per l’Italia e l’Europa: sia il nostro governo, che tutti quelli dell’eurozona, in testa la Germania, hanno scelto la strada dell’austerità. Ad oggi questa opzione non ha pagato. Mentre gli U.S.A. e gli Stati asiatici sono in ripresa, la tendenza nell’eurozona non è in miglioramento. Chi come gli U.S.A., la Cina, la Corea, l’Indonesia, Taiwan e il Giappone hanno investito nell’economia reale stanno agevolmente uscendo dalla crisi: l’indebolimento della moneta ha portato l’ingresso di capitali esteri; la spesa del governo si è indirizzata verso la realizzazione delle infrastrutture; è stata data l’opportunità di accrescere la possibilità di spendere e quindi creare economia. Tutto questo ha portato alla diminuzione della disoccupazione e alla ripresa dei mercati. Nell’eurozona invece si è scelto di operare con rigore e questo ha sortito l’effetto di non agevolare lo sviluppo: si è reso più forte l’euro chiudendo, di fatto, i mercati; invece di investire in infrastrutture sono stati concessi fondi alle banche per agevolare il credito, ma senza risultato mancando le garanzie; si è chiesto sacrifici ai cittadini rafforzando il prelievo fiscale invece di aiutare a spendere e incentivare la produttività. Quello che i “grandi” economisti tendono a comunicarci è che l’austerity “non paga” e per l’Europa pertanto la crisi sarà ancora lunga e per alcuni Stati, Italia e Grecia per primi, il rischio di peggiorare la situazione è elevato.

Giudizio (0-3) = 1

07/06/2015

Lawrence d’Arabia – C. Boccazzi

lawrence, arabia, principe, deserto, boccazzi, rivolta, damasco, cairo, conferenza

La biografia di un personaggio che nella prima metà del 1900 ha segnato con le sue gesta l’andamento della storia. Sebbene la sua figura e le sue imprese abbiano per lo più acquisito un aspetto romanzesco, nel mondo Arabo e nei confronti del colonialismo Lawrence ha inciso molto, offuscato magari dall’evento che in quegli anni ha segnato i destini dell’Europa: la Iª guerra mondiale. Inizia ad appassionarsi del mondo arabo attraverso lo studio delle crociate e tramite le spedizioni archeologiche cui, ancora giovane, partecipa. Diverrà Principe del Deserto, unico occidentale che gli Arabi non considerano “infedele” e che eleggeranno loro capo durante la Rivolta Araba, che intraprendono, grazie alle capacità di Lawrence di mediare tra le tribù arabe in conflitto tra loro, per liberarsi dall’oppressione turca e arrivare a costituire un immaginato unico stato arabo. Come ogni grande personaggio la sua vita sarà inquieta e drammatica, non gli basteranno gli onori che raccoglie per placare la sua sete d’indipendenza e “trasgressione”. Nonostante personalità importanti, primo tra tutti Churchill, lo riterranno loro amico e ne apprezzeranno le doti, una sua costante sarà rifuggire il contatto con la gente, ma anche in questo caso, ambiguo come sempre, non smetterà di cercare il rapporto familiare che gli manca, per l’illegittimità della nascita. Morirà, non ancora cinquantenne, in un incidente con la sua amata moto e anche in questo episodio si cercheranno quei risvolti di mistero che hanno accompagnato tutta la sua vita. La narrazione di Boccazzi non è molto lineare, richiami a episodi precedenti e futuri s’intrecciano rendendo a volte poco comprensibile la storia narrata.

Giudizio (0-3) = 1

30/05/2015

Il passato è una terra straniera (G. Carofiglio)

carofiglio, giorgio, chiti, francesco, bari, baro, passato, terra, indagine , killer

Due storie che viaggiano parallele per poi convergere assieme, vicende giudiziarie a farne da sfondo: queste le caratteristiche peculiari di molti romanzi di Carofiglio, che anche in questo caso sono la traccia del libro. Basta un solo gesto, anche inconsapevole, e la nostra vita cambia all’improvviso. A Giorgio, il protagonista narrante del racconto, accade durante il Natale del 1988 e da quella sera la sua vita prende il binario opposto a quello su cui sinora aveva viaggiato. Sarà Francesco, il nuovo amico, che con il suo carattere misterioso, preponderante e schivo, lo indurrà a scelte che condurranno Giorgio sul limite del baratro giudiziario.  A completare il quadro dei caratteri, la figura del tenente Chiti, carabiniere dalla nascita per seguire le orme dei familiari, privo di una benché minima vita sociale. Una storia narrata in maniera fluida e chiara, che non si perde nei dettagli, velata di una tenue sfumatura di giallo.

Giudizio (0-3) = 2

20/05/2015

Bianca come il latte rossa come il sangue (A. D’Avenia)

bianca, rossa, latte, sangue, leo, avenia, beatrice, silvia, pirata

Gli anni del liceo sono quelli che per primi ci pongono di fronte alla vita reale, dove dobbiamo noi stessi cominciare a fare delle scelte. In quest’anno scolastico Leo, il protagonista, cerca di dare corpo alle proprie convinzioni confrontandosi con una vita reale che invece appare diversa e nella quale il ragazzo prova a comprendere quali siano le strade per raggiungere le proprie mete. Attraverso il rapporto con i genitori, i compagni e i professori egli cerca le risposte che dovrebbero traghettarlo da adolescente ad adulto: ma il rosso e il bianco con i quali classifica le proprie emozioni spesso si confondono. L’amore verso una compagna, vinta da un triste destino, è il filo conduttore del romanzo, ma il quadro dei sentimenti e dei caratteri che l’autore ci propone, è più ampio e Leo dovrà comprendere come i “sogni” possono accompagnarsi alla realtà e realizzarsi anche se spesso appaiono con questa in contrapposizione.

Giudizio (0-3) = 2

Jane Eyre (C. Bronte)

jane, eyre, bronte, inghilterra

Un classico inglese della metà del 1800, in cui l’autrice narra le vicende della protagonista come si trattasse di un’autobiografia rivolta direttamente al lettore. E’ quasi la storia di una Cenerentola reale, che cerca di sfuggire alla propria matrigna per crearsi un futuro d’indipendenza e che culmina ritrovando gli affetti familiari, l’agiatezza e un compagno con cui condividere la vita. Anche se spesso nella nostra stessa vita viene spontaneo pronunciare la frase “com’è piccolo il mondo”, le coincidenze che caratterizzano la storia di Jane sono forse eccessive. Spicca su tutto il carattere della protagonista che con forza d’animo, caparbietà, passione e integrità morale riesce a superare le dure prove che la vita le contrappone.

Giudizio (0-3) = 1

09/05/2015

Le inchieste del commissario Ambrosio (R. Olivieri)

ambrosio, commissario, milano, indagine, olivieri, polizia

E’ la raccolta di 35 indagini del commissario Ambrosio. Più che indagini sono fotografie molto sintetiche d’interrogatori eseguiti dal poliziotto o eventi cui lo stesso partecipa legati a crimini commessi. Il colpevole e il movente non sono esposti chiaramente e spesso non è dato comprendere né l’uno né l’altro. Siamo all’inizio di quello che sarà definito il genere “giallo” e forse questa è l’unica giustificazione.

Giudizio (0-3) = 0

 

07/05/2015

L’amore quando c’era (C. Gamberale)

gamberale, amanda, tommaso, mail, sms, amore, finito, storia, picco, fumi

Una volta esistevano i romanzi epistolari, adesso, nell’era di internet e degli smartphone, la giornalista si cimenta con un romanzo che è una raccolta di mail e sms tra i protagonisti. Amanda e Tommaso in occasione della morte del padre di lui, si scambiano delle mail, che diventano l’inizio di un rapporto di corrispondenza dopo anni che la loro storia d’amore è terminata. Attraverso questa messaggistica i due cercano di rispondere ad un quesito fondamentale nella vita di ognuno: che cos’è la felicità? Dopo aver appurato che l’amore è lo stimolo più profondo alla felicità di una persona, arriva la consapevolezza che solo dopo che la storia d’amore è conclusa ci si può confrontare in maniera aperta e senza i vincoli della quotidianità, superando i compromessi della convivenza. L’amore ci apre l’anima e ci fa sentire vivi, ma quando finisce ci può donare quel qualcosa in più che ci completa. Anche se nel romanzo si possono trovare degli spunti e delle risposte, il responso definitivo rimane sempre lo stesso: si può essere felici solo se si è capaci di esserlo, e come dico sempre “ogni giorno che passa è poesia, sa la sai recitare”.

Giudizio (0-3) = 1    

04/05/2015

La moglie del condannato (R. de Navery)

moglie, condannato, navery, francia, lazzaro, giovannamaria, monastero, condanna, omicidio, claudio

Il romanzo della scrittrice francese (il nome maschile era uno pseudonimo) della seconda metà del 1800 fu pubblicato negli anni 50 del secolo scorso dalle Edizioni Paoline. La storia a lieto fine racconta di un errore giudiziario: un legame con il presente lo troviamo nel coinvolgimento popolare all’accaduto, al punto di diventare un caso mediatico. Naturalmente i mezzi d’informazione erano senz’altro diversi, ma il giudizio dei cittadini, il comportamento dei personaggi, i sermoni del parroco, ben si accostano, con un po’ di fantasia, alle trasmissioni televisive e ai reportage giornalistici odierni. La carità, la fratellanza, la devozione verso Dio permeano tutto il racconto, nel quale spicca la figura di Giovanna Maria, appunto la moglie del condannato, che non si arrende alle evidenze e alle decisioni della giustizia, ma reagisce con sorprendente forza e sacrifico fino al trionfo della verità.

Giudizio (0-3) = 1

01/05/2015

I re di Roma – Mafia capitale (Abbate L. – Lillo M.)

mafia, capitale, abbate, lillo, carminati, appalti, indagini, documenti,

E’ semplice dire che la colpa è del sistema, ormai avvezzo ai comportamenti illeciti che in esso si sono radicati, al punto da subirne le conseguenze come fosse la normalità. Dal quadro riassuntivo che i due giornalisti, coinvolti in prima persona, naturalmente dalla parte dei “buoni”, presentano in questo libro, appaiono evidenti invece delle responsabilità dirette, e l’accusa che si può muovere al mondo politico, non riguarda i coinvolgimenti nei fatti criminali, quanto nelle scelte a monte che dovrebbero caratterizzare la convivenza civile. Se analizziamo i percorsi giudiziari di coloro che tenevano le fila di “mafia capitale”, ci accorgiamo che negli anni in cui questa “mafia” si organizza, cresce e prospera, loro dovevano essere reclusi per i crimini commessi prima. E’ impensabile in qualsiasi Stato civile, che un terrorista di destra, fondatore dei Nuclei Armati Rivoluzionari, fiancheggiatore della banda della Magliana, imputato nella strage di Bologna, accusato di essere il killer del giornalista Pecorelli, indiziato in fatti criminali di ogni genere, condannato al carcere, sia messo in libertà prima della scadenza della pena. Non gli sono da meno coloro che lo affiancano: un assassino, condannato e liberato senza aver scontato tutta la pena; un terrorista che ha militato nelle Brigate Rosse; un pluricriminale anch’egli con trascorsi da terrorista. Sono questi i protagonisti di mafia capitale, e pertanto, da persone “normali”, non ci stupisce che continuino a delinquere, poiché questo è il loro solo mestiere. Quello che ci stupisce, e ci indigna, è che essendo stati condannati, non siano in carcere a scontare la pena, evitando così di compiere altri gesti criminali. L’accusa alla politica è proprio questa: non essere in grado di far funzionare la giustizia, garantendo che la pena sia scontata per intero. Che poi ci siano amministratori, dirigenti e personaggi legati a partiti politici, in mafia capitale sia di destra che di sinistra, che di centro, coinvolti materialmente nei fatti è di secondo piano, non conta il partito, ma il ruolo che si svolge. L’organizzazione romana allo stesso tempo organizzava incontri per raccogliere voti per il candidato di destra e raccolta di fondi per il candidato di sinistra, dimostrando che l’appartenenza politica è solo un mezzo, anche per coloro che la praticano. Come una vera organizzazione mafiosa, quella che opera a Roma, è un’industria vera e propria, che trae i suoi profitti da appalti regolari, poi manipolati, fino a trattare persino con il Vaticano. Nel racconto dei due giornalisti non mancano appunti ai margini di mafia capitale, che riguardano attività di personaggi noti (tra i quali il capitano della Roma) e condizionamenti (molto forte quello di Comunione e Liberazione) sulle scelte politiche e sociali, addirittura per la nomina del Presidente della Repubblica.

Giudizio (0-3) = 2

15/04/2015

Ciò che inferno non è (D’Avenia A.)

inferno, palermo, mafia, brancaccio, avenia, puglisi, assassinio, federico

Un romanzo che trae spunto dalla cronaca reale, in particolare dall’assassinio di Padre Pino Puglisi a Palermo. Il racconto si dipana con riferimento all’ultima estate vissuta dal parroco. Intorno a lui il contrasto tra la Palermo che si mostra al mondo e il quartiere Brancaccio, sconosciuto ed evitato dagli altri stessi cittadini. Quando Federico, il protagonista conduttore del romanzo, si affaccia su questa realtà, la sua vita cambia completamente e paradossalmente prendono corpo due sensazioni in contrasto: paura e coraggio.

Immergendoci nella narrazione ci appare evidente la situazione in cui sono costretti a vivere gli abitanti di questo quartiere, simbolo di molti altri quartieri siciliani: mentre gli italiani del centro nord sono costretti quotidianamente a combattere e sopportare uno Stato che non è in grado di garantire nessuna sicurezza sociale, gli italiani del sud devono subire anche un altro stato, la mafia, della quale bisogna solo essere succubi, anche facendone parte. L’unico rimedio è fuggire dal quartiere, ma così facendo il problema rimane nell’animo e non presuppone soluzioni per il futuro. Così come insegna Padre Puglisi con la sua opera e morte, si può solo seminare briciole di amore e di paradiso, insegnando alle persone che qualcosa di bello esiste e con la volontà di tutti, e il sacrificio di molti, si può sperare in qualcosa di diverso.

Giudizio (0-3) = 2